La vita
Formatosi nel pieno del Romanticismo maturo, la sua carriera di celebre direttore d'orchestra lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Realismo post-unitario, estendendosi fino all'epoca del Decadentismo e del Verismo.
Antonino Palminteri nacque a Menfi il 3 ottobre 1846 in una famiglia benestante. Si formò al Real Conservatorio di Palermo, diretto da Pietro Platania, diplomandosi nel 1870. Nel 1874 ottenne la cattedra di armonia nello stesso istituto, che abbandonò pochi anni dopo per trasferirsi a Milano, dove si dedicò alla composizione.
Il suo esordio teatrale avvenne con la tragedia lirica Arrigo II, rappresentata a Monza nel 1878, che ottenne l’appoggio della Casa Musicale Lucca e di critici come Filippo Filippi. L’opera ebbe più repliche in varie città del Nord Italia, consolidando la fama dell’autore. Nel 1883 presentò a Milano Amazilia, tragedia lirica in quattro atti su libretto di Angelo Zanardini, che però non ebbe il successo sperato. Da quel momento Palminteri preferì dedicarsi alla direzione d’orchestra, ambito in cui si sentiva più realizzato.
Tra il 1880 e il 1893 fu spesso coinvolto negli esami di composizione al Conservatorio di Milano, dove esaminò anche lavori di giovani allievi come Giacomo Puccini, con il quale instaurò un rapporto di stima e amicizia testimoniato da lettere conservate. Palminteri divenne così una figura di collegamento tra i giovani compositori e l’ambiente musicale milanese.
Morì a Pracchia il 31 luglio 1915, dopo una lunga carriera che lo vide protagonista come compositore, insegnante e soprattutto direttore d’orchestra.
Aneddoto
Una lettera da Puccini
Nel 1894 Giacomo Puccini gli scrisse una lettera di ringraziamento per il successo della sua Manon Lescaut, attribuendolo in gran parte alla “valentia e fraterna cooperazione” di Palminteri come direttore.Le opere
La produzione di Palminteri comprende opere teatrali, musica sacra, romanze e composizioni orchestrali. La tragedia lirica Arrigo II (Monza, 1878) rimase a lungo il suo titolo più rappresentato, con repliche a Ferrara, Novara, Bergamo e Casale Monferrato. Nel 1883 mise in scena Amazilia al Teatro Dal Verme di Milano, senza però ottenere grande successo.
Palminteri scrisse inoltre romanze da salotto, composizioni sacre e musica orchestrale. Parallelamente intraprese una carriera di direttore d’orchestra che lo portò a dirigere un vasto repertorio, da Donizetti a Verdi, da Bellini a Wagner, Bizet e Meyerbeer. Di particolare rilievo furono le sue interpretazioni delle opere dei giovani Mascagni, Leoncavallo, Catalani, Franchetti, Giordano e Puccini, che lo considerarono un maestro di riferimento.
La sua attività direttoriale lo condusse anche all’estero: nel 1892 diresse con successo Aida a Pietroburgo, e l’anno seguente fu attivo a Valenza, affrontando titoli come Otello, Lohengrin, Mefistofele e La Gioconda. Continuò a dirigere fino al 1913, imponendosi come figura di primo piano nel panorama musicale italiano dell’Ottocento.
Briciole di storia
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