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COMPOSITORI


La vita

Formatosi in un'epoca di transizione in cui convivono Rococò, Illuminismo e Neoclassicismo, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel gusto e nello stile neoclassico di fine Settecento e di età napoleonica.

Silvestro Palma, conosciuto anche come De Palma o Di Palma, nacque a Barano d’Ischia il 15 marzo 1754. Studiò inizialmente con Carlotta di Sangro, figlia del principe di Sansevero, per poi perfezionarsi dal 1770 al Conservatorio di Santa Maria di Loreto a Napoli. Negli anni successivi si formò accanto a Giovanni Paisiello, di cui divenne allievo prediletto e da cui trasse i modelli compositivi.

Debuttò come operista nel 1789 con La finta matta, avviando una carriera che lo vide presente sui palcoscenici di Napoli, Firenze, Roma e Venezia. Seguì per molti anni lo stile e l’impostazione del suo maestro, senza rinunciare a una vena personale che si manifestava nella vivacità melodica e nella scelta dei libretti. Fu molto attivo fino al 1813, quando mise in scena il melodramma Le miniere di Polonia.

Morì a Napoli l’8 agosto 1834, lasciando una produzione ampia e variegata che ancora oggi offre un quadro interessante del teatro musicale tra Sette e Ottocento.

Aneddoto


Un allievo fedele a Paisiello

Palma rimase talmente legato al suo maestro Paisiello che molti contemporanei lo descrivevano come il più coerente continuatore del suo stile teatrale.

Le opere

La carriera di Silvestro Palma è segnata da un lungo elenco di opere comiche e melodrammi. Dopo La finta matta (Napoli, 1789), scrisse Gli amanti della dote (Firenze, 1791) e Le nozze in villa (Roma, 1792). Nello stesso anno presentò a Venezia Chi mal fa, mal aspetti, ovvero Lo scroccatore mascherato, confermando la sua versatilità.

Tra i lavori successivi spiccano La pietra simpatica (Napoli, 1795, su libretto di Giovanni Battista Lorenzi, poi ripresa come L’anello incantata a Roma), Gli amanti ridicoli (Napoli, 1797), Il pallone aerostatico (Napoli, 1802, libretto di Giuseppe Palomba), Le seguaci di Diana (Napoli, 1805), L’erede senza eredità (Napoli, 1808) e Lo scavamento (Napoli, 1810). Seguono I furbi amanti (Napoli, 1810), Il palazzo delle fate (Napoli, 1812), I vampiri (Napoli, 1812) e infine Le miniere di Polonia (Napoli, 1813).

Il catalogo di Palma comprende anche alcune opere dubbie e lavori minori, ma mostra sempre l’impronta di un autore fedele alle forme della commedia per musica e attento all’invenzione melodica.

Briciole di storia

Visione grandiosa e affollata del Bacino di San Marco durante la Festa dell'Ascensione, con il Bucintoro circondato da innumerevoli imbarcazioni.
La Festa dell'Ascensione (1776), Olio su tela di Francesco Guardi, Museo Calouste Gulbenkian, Lisbona.
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