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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Barocco, la sua carriera matura si svolge nella fase Tardo Barocca, un'epoca di transizione che vede la conclusione dello stile seicentesco e l'emergere dei primi fermenti razionalisti che porteranno alla nascita dell'Arcadia.

Carlo Pallavicino nacque a Salò nel 1630. Non si conoscono dettagli sulla sua formazione giovanile, ma già nel 1665 risulta attivo come organista della Basilica di Sant’Antonio a Padova, segno di una solida preparazione musicale. L’anno successivo debuttò come operista al Teatro San Moisè di Venezia con Demetrio e Aureliano, due drammi che gli aprirono la strada alla carriera teatrale.

Ben presto ottenne un incarico prestigioso presso la corte di Dresda, dove divenne vice-Kapellmeister al servizio dell’Elettore Giovanni Giorgio II di Sassonia. Nel 1672, alla morte di Heinrich Schütz, fu promosso Kapellmeister, ruolo che gli conferì grande visibilità nella vita musicale tedesca. Tuttavia, nel 1673 tornò temporaneamente a Padova, riprendendo l’incarico di organista, prima di stabilirsi nuovamente a Venezia.

Dal 1674 al 1685 fu maestro di coro all’Ospedale degli Incurabili di Venezia, una delle istituzioni musicali più rinomate, e parallelamente compose opere per i principali teatri veneziani. Nel 1678 inaugurò il nuovo Teatro San Giovanni Grisostomo con il dramma per musica Vespasiano, avviando una lunga collaborazione con la famiglia Grimani e monopolizzando la scena teatrale per diversi anni. Anche il Teatro Santi Giovanni e Paolo ospitò molte delle sue opere.

Nel 1685 ricevette a Venezia la visita di Giovanni Giorgio III di Sassonia, che lo richiamò a Dresda come responsabile della musica di corte. Pallavicino accettò e vi rimase fino alla morte, avvenuta il 29 gennaio 1688. Fu padre del librettista Stefano Benedetto Pallavicino e con ogni probabilità anche di Vincenzo Pallavicini, proseguendo una dinastia di artisti che segnarono la musica europea del tempo.

Le sue composizioni si distinguono per l’eleganza melodica e per la capacità di coniugare vivacità ritmica e invenzione scenica. Seppe rispondere ai gusti del pubblico veneziano con opere armoniose e coinvolgenti, lasciando un segno nella tradizione operistica della Serenissima e contribuendo al prestigio della scuola italiana in Germania.

Aneddoto


Un teatro inaugurato con la sua musica

Nel 1678 Pallavicino ebbe l’onore di inaugurare il Teatro San Giovanni Grisostomo di Venezia con Vespasiano, conquistando subito il pubblico e assicurandosi la fiducia dei potenti Grimani.

Le opere

La produzione di Carlo Pallavicino è ampia e comprende oltre venti drammi per musica e almeno un oratorio. Le sue prime opere, Demetrio e Aureliano, furono rappresentate a Venezia nel 1666 al Teatro San Moisè. L’anno successivo mise in scena Il tiranno humiliato d’amore, overo Il Meraspe al Teatro Santi Giovanni e Paolo, su libretto di Giovanni Faustini rivisto da Nicolò Beregan.

Tra i titoli più significativi figurano Diocleziano (1674), Enea in Italia (1675), Galieno (1676) e soprattutto Il Vespasiano (1678), opera inaugurale del Teatro San Giovanni Grisostomo. Seguirono Nerone (1679), Le amazoni nell’isole fortunate (1679, per l’apertura del teatro privato Contarini a Piazzola sul Brenta), Messalina (1680), Bassiano (1682), Carlo re d’Italia (1683) e Il re infante (1683).

Altre opere di rilievo furono Licinio imperatore, Massimo Puppieno (1684), Ricimero re de’ Vandali (1684), Penelope la casta (1685), Amore inamorato (1686), Didone delirante (1686), Elmiro re di Corinto (1686), L’amazone corsara (1686), La Gerusalemme liberata (1687) e L’Antiope (1689, rappresentata postuma a Dresda su libretto del figlio Stefano Benedetto).

Alla sua produzione appartiene anche l’oratorio Il trionfo della castità, eseguito a Modena nel 1688, che testimonia la sua attenzione al repertorio sacro. Le sue opere circolarono non solo in Italia ma anche alla corte di Dresda, consolidando la fama internazionale del compositore.

Briciole di storia

Strumenti, partiture e oggetti preziosi in equilibrio sopra un tavolo.
Natura morta con strumenti musicali, libri e scultura (1650), Olio su tela di Evaristo Baschenis, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.
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