La vita
Formatosi nel pieno della tradizione del Barocco, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la maturità artistica in un'epoca di profonda transizione stilistica, che vede l'affermarsi dei nuovi ideali razionalisti dell'Arcadia.
Nato a Trevi intorno al 1640, Giuseppe Pacieri si formò nell’ambiente musicale umbro e intraprese presto la carriera ecclesiastica. Nel 1662 fu nominato maestro di cappella del duomo di Rieti, incarico che mantenne per un anno. Dal 1670 al 1679 fu organista del santuario della Santa Casa di Loreto, dove collaborò con Pier Matteo Petrucci, futuro cardinale e vescovo di Jesi, per il quale mise in musica diversi oratori.
Nel 1679 entrò al servizio del cardinale Alderano Cybo e si trasferì a Roma, dove per quasi un decennio compose cantate di Natale eseguite nel palazzo apostolico alla presenza del pontefice. Nel 1682 la cantata spirituale Nasce al rigor fu probabilmente eseguita nella cappella Borghese; seguì nel 1686 un’altra cantata natalizia e nel 1690 l’oratorio La vittoria innocente su testo di Gregorio Della Rosa. Nel 1700, al Seminario Romano, venne rappresentato il suo oratorio Atalia su libretto di Alessandro Pollioni.
Accanto alla produzione sacra, Pacieri scrisse anche cantate profane, spesso con strumenti. Fu considerato da Angelo Berardi tra i maggiori autori di cantate concertate insieme a Carissimi, Luigi Rossi e Caproli. Dopo il 1700 si perdono le tracce della sua vita.
Aneddoto
Le cantate di Natale per i papi
Ogni anno, grazie alla protezione del cardinale Cybo, Pacieri compose una cantata di Natale che veniva eseguita nel palazzo apostolico davanti al pontefice, occasione che lo rese noto nell’ambiente romano.Le opere
Tra le opere sacre si ricordano gli oratori Il natale di Giesù, La battaglia spirituale, L’uomo infermo moribondo, La vittoria innocente (1690) e Atalia (1700). Le cantate spirituali includono Nasce al rigor (1682). Compose anche cantate profane, lodate dai contemporanei per la varietà strumentale e la forza espressiva. Molti manoscritti si trovano ancora in biblioteche romane e marchigiane.
Briciole di storia
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