La vita
Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.
Nato a Vasciano, presso Stroncone, nel 1570, Pacelli fu avviato alla musica come puer cantus nella Cappella Giulia in Vaticano. Nel 1589 assunse il ruolo di maestro nella chiesa di Santa Maria in Monserrato a Roma e nel 1594 passò alla Santissima Trinità dei Pellegrini. La sua carriera si consolidò con la nomina a maestro di cappella del Collegio Germanico-Ungarico nel 1595.
Nel 1602 ottenne la prestigiosa carica di maestro della Cappella Giulia in San Pietro, ma già l’anno successivo accettò l’invito di re Sigismondo III di Polonia a Varsavia, dove guidò la cappella reale fino alla morte. Qui divenne figura di spicco della vita musicale di corte, succedendo a Luca Marenzio e precedendo Marco Scacchi. Il re lo stimò al punto da far erigere un monumento con busto di marmo in suo onore.
Morì a Varsavia nel 1623, lasciando un’eredità che influenzò profondamente la musica sacra polacca e mitteleuropea.
Aneddoto
L’elogio del re
Re Sigismondo III fece incidere sulla sua tomba un epitaffio che lo celebrava come superiore a tutti i musicisti contemporanei per ingegno ed erudizione.Le opere
Tra le opere sacre: Motectorum et psalmorum, liber primus (Roma, 1597), Chorici psalmi et motecta (Roma, 1599), Psalmi, Magnificat et motecta (Francoforte, 1608), Sacrae cantiones (Venezia, 1608), raccolte di mottetti e messe pubblicate tra 1604 e 1621. Nel 1611 diede alle stampe canti in onore di San Stanislao a Cracovia. Compose anche canzonette spirituali e la Missa de Passione Domini (attribuita).
Per la musica profana scrisse due libri di madrigali: il primo pubblicato a Venezia (1601), il secondo oggi perduto. La sua produzione coniuga la tradizione polifonica con i nuovi accenti espressivi, segnando una fase importante di transizione.
Briciole di storia
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