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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nella fase di transizione tra il Tardo Barocco e la nascente Arcadia, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel nuovo stile arcadico, di cui è un importante esponente e teorico.

Antonio Maria Pacchioni nacque a Modena nel 1654 in una famiglia profondamente radicata nella vita culturale cittadina. Ordinato sacerdote, dedicò tutta la sua carriera alla musica sacra, coltivata nell’ambiente della cappella ducale estense e delle principali chiese modenesi.

Dal 1673 circa iniziò a comporre messe, mottetti e salmi destinati al servizio liturgico, guadagnandosi presto la reputazione di maestro rigoroso e ispirato. La sua scrittura si caratterizza per la chiarezza contrappuntistica e per l’attenzione alla parola liturgica, sempre posta al centro dell’architettura musicale.

Morì a Modena nel 1738, lasciando una vasta eredità musicale che testimonia la vitalità della scuola sacra emiliana.

Aneddoto


La dedizione al duomo

Per più di sessant’anni Pacchioni fu presenza stabile nel duomo di Modena, al punto che i cittadini lo consideravano quasi un simbolo musicale della cattedrale.

Le opere

Pacchioni compose numerosi mottetti, antifone e messe a più voci. Tra le opere note si ricordano i Salmi vespertini e diverse Messe a 4 e 8 voci, che mostrano equilibrio tra contrappunto severo e aperture più moderne. I suoi manoscritti sono conservati negli archivi della Cappella Musicale del Duomo di Modena.

Briciole di storia

della medicina

Ossa a strati

Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.

Soffitto barocco illusionistico con santi in ascesa e reprobi in caduta.
Trionfo del Nome di Gesù (1675), affresco su stucco (soffitto) di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, Chiesa del Gesù, Roma.
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