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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel cuore del Settecento, in un contesto in cui convivono l'eleganza del Rococò e lo spirito critico dell'Illuminismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità nel periodo del Neoclassicismo.

Nato a Bologna nel 1736, Bernardo Ottani studiò con Giovanni Battista Martini, col quale rimase legato da amicizia per tutta la vita. Giovanissimo, fu nominato maestro di cappella a San Giovanni in Monte (1758) e poi a Santa Lucia (1761). La sua prima composizione nota, la cantata Il trionfo della gloria, risale al 1760.

Dal 1766 viaggiò intensamente per l’Italia settentrionale: a Genova presentò un’opera, a Venezia revisionò arie per Niccolò Piccinni. Nel 1769 si recò a Dresda, dove rappresentò Le virtuose ridicole e L’amore industrioso, e a Monaco di Baviera mise in scena Il maestro. Partecipò come primo maestro al cembalo alla rappresentazione bolognese dell’Alceste di Gluck (1777).

La sua carriera operistica lo portò a Roma, Napoli, Firenze e Venezia, fino a stabilirsi a Torino, dove nel 1779 divenne direttore del Teatro Regio e maestro di cappella del Duomo. Qui consolidò la sua fama, anche se nel 1798 l’occupazione napoleonica impose la chiusura del Teatro Regio.

Scrisse anche composizioni sacre per l’incoronazione di Napoleone. Morì a Torino nel 1827. Una tradizione lo vuole fratello del cantante e pittore Gaetano Ottani, anche se la parentela non è certa.

Aneddoto


Maestro al cembalo

Quando Gluck portò l’Alceste a Bologna nel 1777, Ottani fu chiamato come primo maestro al cembalo, segno della sua autorevolezza musicale.

Le opere

Sono note quindici opere di Ottani. Tra queste: L’amore senza malizia (1768, Venezia, libretto di Pietro Chiari), Le virtuose ridicole (1769, Dresda, libretto di Carlo Goldoni), L’amore industrioso (1769, Dresda), Il maestro (1770, Monaco), La semplicità in amore (1771, Udine), L’isola di Calipso (1776, Torino, diretta da Gaetano Pugnani con Giuseppe Aprile), Catone in Utica (1777, Napoli, libretto di Metastasio, con Giovanni Ansani), La sprezzante abbandonata (1778, Roma), Le industrie amorose (1778, Venezia, libretto di Giovanni Bertati), Le nozze della Bita (1778, Firenze), Fatima (1779, Torino, con Nicola Tacchinardi), La Didone (1779, Forlì, libretto di Metastasio), Arminio (1781, Torino), Amaionne (1784, Torino), La clemenza di Tito (1798, Torino).

Compose inoltre messe e mottetti, alcuni dei quali manoscritti conservati presso il Museo della Musica di Bologna.

Briciole di storia


L'Accademia dei Pugni

Giovanni Battista Biffi fu un esponente di spicco dell'Illuminismo lombardo e fece parte, intorno al 1760, dei fondatori della celebre Accademia dei Pugni di Milano, insieme a Cesare Beccaria e ai fratelli Verri. Il nome di quell'Accademia derivava dal fatto che i membri erano così appassionati e veementi nelle loro discussioni intellettuali da arrivare spesso a prendersi letteralmente a pugni pur di difendere le proprie tesi progressiste.

Un
Capriccio con edifici palladiani (1756), Olio su tela di Canaletto (Giovanni Antonio Canal), Galleria nazionale, Parma.
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