La vita
Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua lunga carriera matura si svolge nel cuore del Romanticismo, incarnando la transizione stilistica di inizio Ottocento.
Angelo Ortolani nacque a Siena nel 1788 e si formò musicalmente con Deifebo ed Ettore Romagnoli, due figure di spicco della vita musicale senese. Alla morte di Ettore Romagnoli ereditò il prestigioso incarico di maestro di cappella presso la chiesa di Santa Maria in Provenzano, posizione che gli permise di comporre un vasto repertorio liturgico.
Scrisse molta musica sacra, ma non trascurò il teatro, le accademie cittadine e le collaborazioni con le formazioni strumentali senesi, come la Banda Municipale e la Filarmonica. Il suo impegno didattico fu notevole: redasse centinaia di esercizi e i celebri 100 solfeggi per la scuola di musica della Filarmonica, fondata nel 1833.
A lungo dimenticato, Ortolani è stato riscoperto solo di recente: i suoi autografi sono conservati nei fondi Provenzano e Pieri della Biblioteca degli Intronati di Siena, riportati alla luce nel 2018 dagli studiosi. Questi documenti hanno rivelato una produzione ampia, che comprende oratori, inni per le contrade senesi e opere teatrali.
Morì a Siena nel 1874, dopo una vita interamente dedicata alla musica e alla comunità cittadina.
Aneddoto
Un tesoro ritrovato
Nel 2018 furono riscoperti negli archivi senesi due fondi con centinaia di sue composizioni autografe, rimaste a lungo dimenticate e oggi rivalutate.Le opere
Nel Fondo Provenzano sono conservati numerosi brani sacri, inni profani per le contrade, pezzi strumentali e didattici. Nel Fondo Pieri si trovano l’oratorio Le tre ore d’agonia (1825) e l’opera Il giorno di nozze, arricchita di annotazioni sceniche. La sua produzione testimonia la vitalità della musica senese nell’Ottocento e l’ampiezza del suo talento creativo.
Briciole di storia
L'abate che cambiò i Manzoni (più di quanto si racconti)
Sacerdote giansenista ed esule a Parigi, Eustachio Degola divenne il punto di riferimento di molti italiani. Nell’aprile 1810 iniziò l’istruzione religiosa di Enrichetta Blondel, moglie di Alessandro Manzoni, che abiurò il calvinismo il 22 maggio. A Parigi, l'influsso di Degola, certo su Enrichetta, più indiretto su Alessandro, contribuì a quel clima spirituale che portò poi agli Inni sacri e alla stagione religiosa del Manzoni, sino a I Promessi Sposi.
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