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COMPOSITORI


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.

Nato a Gemona del Friuli intorno al 1550, Alessandro Orologio si formò come strumentista e compositore in un ambiente attento alla polifonia e al nuovo gusto madrigalistico. Ben presto lasciò la patria per entrare al servizio della corte asburgica, distinguendosi come cornista e successivamente come maestro di cappella.

La sua carriera si sviluppò soprattutto a Vienna e a Dresda, dove le sue opere furono apprezzate per la chiarezza dello stile e l’attenzione al contrappunto. Ebbe rapporti con i più importanti musicisti tedeschi dell’epoca e contribuì alla diffusione in area mitteleuropea del gusto madrigalistico italiano.

Fu autore di madrigali, canzoni e musica sacra, in parte pubblicata a Venezia, città che rimaneva un riferimento editoriale imprescindibile. Morì a Vienna nel 1633, dopo aver lasciato un corpus variegato che unisce elementi italiani e tedeschi.

Aneddoto


Un friulano a corte

Le cronache riferiscono che, giunto a Vienna, Orologio stupì i dignitari di corte per la sua abilità al corno, tanto che fu presto nominato maestro dei musicisti.

Le opere

Pubblicò raccolte di madrigali e canzoni strumentali, tra cui Madrigali a cinque voci (Venezia, 1587), Arie e canzonette (1593) e Il secondo libro delle canzoni (1595). Compose inoltre numerosi mottetti e messe, destinate al servizio liturgico delle cappelle imperiali. Le sue opere mostrano un linguaggio limpido, aperto alle influenze nordiche ma sempre legato alla tradizione italiana.

Briciole di storia

Colosso scenografico di architetture palladiane, folla variopinta, banchetto in pompa magna.
Convito in casa di Levi (1575), Olio su tela di Paolo Veronese, Gallerie dell’Accademia, Venezia.
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