Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua lunga carriera matura si svolge nel cuore del Romanticismo, incarnando la transizione stilistica di inizio Ottocento.

Nato a Parma nel 1774, Ferdinando Orlandi mostrò sin da giovane inclinazione per la musica. Apprese i primi rudimenti dall’organista Gaspare Rugarli e poi proseguì con Gaspare Ghiretti e Ferdinando Paër, compositori di spicco nella vita musicale parmense. La sua formazione si completò a Napoli, presso il Conservatorio della Pietà dei Turchini, dove studiò con maestri illustri come Nicola Sala e Giacomo Tritto.

Nel 1800 tornò a Parma, entrando nella cappella ducale. Qui presentò la sua prima opera, La pupilla scozzese, che segnò l’inizio di una carriera teatrale intensa. Negli anni successivi si affermò sulle scene di Milano, Firenze, Venezia, Torino e Roma, componendo complessivamente venticinque opere in un ventennio. Il suo linguaggio, chiaro ed elegante, lo rese benvoluto sia dai cantanti che dal pubblico.

Parallelamente svolse attività didattica: fu insegnante di canto a Milano (1806–1822), poi a Monaco e Stoccarda, diffondendo la tradizione italiana all’estero. Rientrato a Parma nel 1834, fu nominato maestro della cappella ducale, incarico che mantenne fino alla morte nel 1848. La sua vita si concluse nella città natale, dove lasciò un’impronta duratura come compositore e pedagogo.

Aneddoto


Maestro in viaggio

L’insegnamento lo portò a Milano, Monaco e Stoccarda, diffondendo la scuola vocale italiana in ambienti musicali europei che ne apprezzarono la chiarezza e l’eleganza.

Le opere

Le venticinque opere di Orlandi furono rappresentate nei maggiori teatri italiani tra il 1800 e il 1820. Tra le più note si ricordano La pupilla scozzese (Parma, 1801, libretto di Lorenzo Da Ponte), Il podestà di Chioggia (Milano, Teatro alla Scala, 1801, libretto di Angelo Anelli), L’amor stravagante (Milano, 1802), L’avaro (Firenze, 1803, libretto di Giovanni Bertati), Il fiore ossia Il matrimonio per svenimento (Venezia, 1803, libretto di Giuseppe Maria Foppa), I furbi alle nozze (Firenze, 1803), La sposa contrastata (Roma, 1804), La villanella fortunata (Torino, 1805), I raggiri amorosi (Milano, 1806), Corrado (Torino, 1806, con Gaetano Crivelli), Pandolfo e Baloardo (Venezia, 1807), La donna soldato (Milano, 1808, libretto di Caterino Mazzolà), Il cicisbeo burlato (Milano, 1812, libretto di Anelli), Il qui pro quo (Milano, 1812, libretto di Gaetano Rossi), Rodrigo di Valenza (Torino, 1819, con Gaetano Crivelli) e Fedra (Padova, 1820).

La sua produzione, caratterizzata da equilibrio e chiarezza, si colloca tra i momenti più significativi del teatro italiano della prima metà dell’Ottocento.

Briciole di storia

Ritratto neoclassico a tre quarti. La tavolozza è calda e luminosa, e l'eleganza misurata.
Ritratto di Ugo Foscolo (1801), Olio su tela di Andrea Appiani, Pinacoteca di Brera, Milano.
Pubblico dominio (Commons)