La vita
Formatosi nell'ultima fase del Romanticismo, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel periodo del Realismo post-unitario, estendendosi fino al clima del Fin de siècle in cui convivono Verismo e Decadentismo.
Nato a Bologna nel 1849, fu allievo di Alessandro Busi e compì i suoi studi al Liceo Musicale della città. Dopo aver concluso il percorso formativo vi rimase come insegnante di Contrappunto e Composizione, divenendo una figura di riferimento per le giovani generazioni di musicisti.
Debuttò come operista nel 1875 al Teatro Comunale di Bologna con Ettore Fieramosca, su libretto di Enrico Panzacchi, diretta da Emilio Usiglio e con protagonista Italo Campanini. L’opera ottenne successo e il suo intermezzo sinfonico divenne popolare come vero e proprio inno trionfale.
Seguì nel 1880 Don Riego, rappresentata al Teatro Argentina di Roma, che fu salutata con entusiasmo e replicata l’anno successivo a Fano. Nel 1900 presentò Atal-Kar al Teatro Balbo di Torino. Parallelamente si dedicò alla musica sinfonica e cameristica, mostrando una vena lirica e comunicativa.
Oltre alla produzione creativa, si interessò di critica e teoria: scrisse articoli come Feudalismo teatrale e Per l’emancipazione degli artisti lirici, oltre ai trattati Lo studio della composizione musicale secondo i principi naturali dell’estetica e il Trattato di armonia, pubblicati da Zanichelli e Giudici e Strada.
Morì a Bologna nel 1906 e fu sepolto alla Certosa, dove ancora oggi è ricordato tra i protagonisti della vita musicale cittadina.
Aneddoto
Un intermezzo divenuto inno
L’intermezzo sinfonico di Ettore Fieramosca fu talmente apprezzato che veniva spesso eseguito separatamente in concerto, accolto dal pubblico come un brano indipendente.Le opere
Opere teatrali: Ettore Fieramosca (Bologna, 1875), Don Riego (Roma, 1880; Fano, 1881), Atal-Kar (Torino, 1900). Oltre ai lavori teatrali, lasciò sinfonie, pezzi orchestrali e musica cameristica. Tra i suoi scritti teorici si ricordano Lo studio della composizione musicale secondo i principi naturali dell’estetica e il Trattato di armonia, che testimoniano il suo interesse per i fondamenti estetici della musica.
Briciole di storia
La liquidazione dei beni ecclesiastici
Nell'ambito della difficile convivenza tra il nuovo Stato italiano e la Santa Sede, nel 1873 il Parlamento estese alla città di Roma e al Lazio le leggi sulla soppressione delle corporazioni religiose e sulla liquidazione dei loro beni. Fu l'atto finale di un processo iniziato con l'Unità. Monasteri, conventi e immense proprietà terriere della Chiesa vennero incamerati dallo Stato, venduti all'asta e trasformati in caserme, uffici pubblici, scuole e ospedali. Questa operazione, duramente contrastata da Papa Pio IX, fu un colpo durissimo al potere economico della Chiesa, ma anche una mossa fondamentale per lo Stato italiano per fare cassa e per affermare la propria sovranità laica sulla nuova capitale.
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