La vita
Formatosi nel pieno dell'Arcadia, la sua maturità artistica si esprime in un contesto di grande ricchezza stilistica, in cui la solida struttura arcadica si confronta e si fonde con l'eleganza del Rococò e con le nuove idee dell'Illuminismo.
Nato a Padova intorno al 1700, Domenico dall’Oglio si formò nell’ambiente violinistico veneto, dove la tradizione di Corelli e Vivaldi era ancora vivissima. Insieme al fratello Giuseppe intraprese una carriera che lo portò ben presto oltre i confini italiani.
Verso la metà del secolo si stabilì in Russia, dove trovò impiego come violinista alla corte imperiale di San Pietroburgo. Qui contribuì in modo determinante alla diffusione dello stile concertistico italiano, molto apprezzato dall’aristocrazia locale e dai sovrani. La sua musica, elegante e scorrevole, univa il gusto melodico a un uso sapiente del virtuosismo violinistico.
Morì a San Pietroburgo nel 1764, lasciando un segno duraturo nella tradizione musicale russa del Settecento.
Aneddoto
Un italiano alla corte zarina
Si racconta che i nobili russi rimanessero incantati dalle improvvisazioni di dall’Oglio, che spesso inseriva temi popolari locali nelle sue esecuzioni per compiacere il pubblico.Le opere
Dall’Oglio compose concerti e sonate per violino, oltre a musica da camera che circolò ampiamente in manoscritto. Le sue opere furono eseguite non solo in Italia e in Russia, ma anche in Germania e Austria, contribuendo al dialogo culturale tra occidente ed oriente europeo.
Briciole di storia
I vizi degli italiani
In pieno Settecento, Pietro Calepio scrisse una Lettera sui costumi italiani che fu tradotta in francese e pubblicata nel 1728 sulla prestigiosa Bibliothèque Italique. In questo testo, che divenne molto noto, Calepio non si limitava a descrivere l'Italia in generale, ma denunciava con chiarezza e sincerità diversi vizi della società italiana. Tra le sue critiche più aspre vi fu il mal funzionamento degli istituti scolastici e, in particolare, l'ozio in cui viveva la maggior parte della nobiltà, ritenuto causa della sua dissolutezza. Denunciò anche la scarsa considerazione data al ruolo femminile.
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