La vita
La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente nella prima fase del Romanticismo italiano.
Charles Nolcini ebbe una vita tanto singolare quanto affascinante. Nato a Mosca da genitori italiani, portò con sé un ricco bagaglio culturale quando, nel 1820, decise di trasferirsi negli Stati Uniti per intraprendere la carriera di musicista. Giunse a Boston in un momento di grande fermento, in cui la presenza di musicisti italiani come Filippo Traetta e Louis Ostinelli stava contribuendo a plasmare la vita musicale della città. Con Ostinelli, in particolare, strinse una profonda e duratura amicizia.
Nel 1822 si trasferì a Portland, nel Maine, dove la sua versatilità gli permise di distinguersi non solo come stimato maestro di musica, ma anche come insegnante di lingua francese. La sua attività di organista fu intensa e apprezzata: ricoprì l'incarico per la Beethoven Society e per diverse importanti chiese, da Portland a Boston, fino a Bangor e Newburyport, diventando un punto di riferimento per la musica sacra locale.
Parallelamente alla sua attività di esecutore e didatta, Nolcini si dedicò alla composizione, creando un repertorio che rispecchiava il gusto della società americana dell'epoca. Divenuto cittadino americano nel 1842, la sua promettente carriera fu purtroppo interrotta da una morte prematura, avvenuta a Boston a soli quarantadue anni, lasciando il ricordo di un pioniere che seppe portare la tradizione musicale europea nel Nuovo Mondo.
Aneddoto
Il maestro di Longfellow
Durante il suo periodo a Portland, nel Maine, Charles Nolcini non fu solo un apprezzato musicista, ma anche un insegnante di francese. Tra i suoi giovani allievi ebbe una futura celebrità della letteratura americana: il poeta Henry Wadsworth Longfellow.Le opere
La produzione di Charles Nolcini è un'interessante testimonianza del gusto musicale della borghesia americana nella prima metà dell'Ottocento. Le sue composizioni, scritte principalmente per pianoforte, includono un'ampia varietà di valzer, marce e brani d'occasione, pensati per l'intrattenimento domestico e le celebrazioni pubbliche. Tra i suoi valzer più noti si ricordano A Military Waltz, composto poco dopo il suo arrivo in America, The Grasshopper's Waltz e The Tear of Gratitude Waltz, titoli che evocano un mondo elegante e spensierato.
Come organista di chiesa, Nolcini dedicò parte del suo talento anche alla musica sacra, componendo inni solenni come il Dedication Anthem e il Thanksgiving Anthem, che venivano eseguiti durante le più importanti festività religiose. La sua vena patriottica, legata alla sua nuova cittadinanza, si espresse in marce e brani celebrativi come il Bunker Hill Monument, scritto nel 1842. Le sue opere, semplici ma raffinate, contribuirono in modo significativo ad arricchire la cultura musicale della giovane nazione americana.
Briciole di storia
La repressione e l'esilio dei patrioti
Dopo la sconfitta dei moti, in tutti gli stati italiani si scatenò nel 1823 una durissima repressione, quando i sovrani, sostenuti dall'Austria, instaurarono un clima di terrore poliziesco. Tribunali speciali condannarono a morte, al carcere duro come nello Spielberg, in Moravia, o all'esilio centinaia di patrioti che avevano partecipato alle insurrezioni. Proprio l'esilio divenne un fenomeno cruciale: intellettuali, soldati e cospiratori fuggirono a migliaia, soprattutto a Parigi, a Londra o in Svizzera. Qui, entrarono in contatto con le idee più avanzate del liberalismo europeo, creando una rete internazionale di opposizione e gettando le basi per le future, e meglio organizzate, lotte per l'indipendenza.
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