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COMPOSITORI


La vita

La sua breve carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente nella prima fase del Romanticismo italiano.

Nato a Bisceglie, Sergio Nigri manifestò un talento prodigioso per il flauto fin dalla più tenera età. La sua vocazione lo portò a Napoli, dove perfezionò la sua tecnica presso l'illustre Conservatorio di San Pietro a Majella. La sua abilità era tale che, ancora adolescente, si impose sulla scena musicale partenopea: a soli quattordici anni era già primo flauto al Teatro Nuovo, un ruolo di grande responsabilità che testimonia la sua eccezionale maturità artistica.

La sua ascesa fu rapida e inarrestabile. Venne nominato professore della prestigiosa Cappella Palatina e divenne socio della Filarmonica. Il culmine della sua carriera di strumentista arrivò nel 1815, quando ottenne il posto di primo flauto nell'Orchestra Massima del Teatro di San Carlo, il più importante teatro del Regno. Parallelamente alla sua intensa attività di esecutore, si dedicò con passione alla composizione, creando un repertorio che spaziava dalle sinfonie ai brani da camera.

Purtroppo, la sua brillante carriera fu interrotta prematuramente. Nel 1837, a soli trentatré anni, fu colpito da una grave malattia che lo costrinse ad abbandonare le scene e a fare ritorno nella sua città natale. Si spense a Bisceglie dopo due anni di sofferenze, lasciando un grande vuoto nel mondo musicale. La sua città lo ricorda ancora oggi con una manifestazione culturale a lui dedicata.

Aneddoto


Un talento precoce

Il suo talento fu così straordinario che a soli quattordici anni ricopriva già il ruolo di primo flauto al Teatro Nuovo di Napoli, e poco dopo, nel 1815, conquistò la stessa prestigiosa posizione nell'orchestra del celebre Teatro San Carlo, un traguardo eccezionale per un musicista così giovane.

Le opere

Sergio Nigri fu un compositore prolifico, la cui produzione riflette il gusto musicale del primo Ottocento. Scrisse numerosi balli, sinfonie, notturni e melodie, mostrando una grande versatilità. Particolarmente apprezzata fu la sua collezione intitolata Primavera Musicale, una raccolta di brani per flauti e pianoforte che mette in luce la sua vena melodica e la sua profonda conoscenza degli strumenti a fiato.

La sua attività di virtuoso del flauto lo portò a comporre numerose variazioni su temi d'opera celebri, un genere molto in voga all'epoca che permetteva di esibire il proprio virtuosismo tecnico e la propria fantasia creativa. Tra queste si ricordano le brillanti variazioni sul tema Dell'Alme generose, tratto dall'opera Elisabetta d'Inghilterra di Gioacchino Rossini, e quelle sull'aria Ah, non fia mai sempre odiato, dal Pirata di Vincenzo Bellini. Le sue composizioni, come L'ombra di Tzin-Ven e i brani per il ballo La fata Urgella, testimoniano un'immaginazione vivace e una scrittura sempre elegante e raffinata.

Briciole di storia

Ritratto romantico intimo, con incarnati perlacei, toni soffusi e sguardo partecipe.
Ritratto di Carolina Zucchi (La malata) (1825), Olio su tela di Francesco Hayez, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, Torino.
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