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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco italiano.

Francesco Nigetti è stato una figura centrale nella vita musicale di Firenze per gran parte del XVII secolo. Musicista poliedrico, fu compositore, organista e musicologo, ma la sua fama è legata soprattutto al suo ingegno innovatore. Spinto da una profonda curiosità per la teoria musicale e l'acustica, si dedicò alla progettazione di nuovi strumenti musicali, diventando uno dei più importanti sperimentatori del suo tempo.

La sua carriera fu legata a una delle istituzioni più prestigiose della città: la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. Qui, a partire dal 30 luglio 1649, ricoprì l'importante incarico di primo organista, un ruolo che mantenne con grande onore per oltre trent'anni, fino alla sua morte. In questa veste, fu responsabile della musica liturgica di una delle chiese più importanti d'Italia, contribuendo con le sue composizioni e le sue improvvisazioni alla solennità delle celebrazioni.

Oltre alla sua attività di esecutore e compositore, Nigetti fu anche un apprezzato insegnante. Ebbe il merito di formare nuovi talenti, tra cui il suo allievo più celebre, Giovanni Maria Casini. Il legame tra i due era così forte che, nel 1678, Nigetti stesso designò Casini come suo successore all'organo del Duomo, assicurando così una continuità di eccellenza musicale nella cattedrale fiorentina.

Aneddoto


Il Proteo armonico

Spinto da un profondo interesse per la teoria musicale, Nigetti inventò uno strumento straordinario, il “cembalo omnicordo”, da lui battezzato “Proteo armonico”. Questo complesso strumento a tastiera, evoluzione dell'archicembalo di Vicentino, era capace di produrre una vasta gamma di suoni microtonali, testimoniando la sua mente curiosa e il suo spirito innovatore.

Le opere

Sebbene gran parte della sua produzione musicale, legata alla sua lunga attività di organista del Duomo di Firenze, sia ancora da riscoprire, l'“opera” più celebre di Francesco Nigetti è senza dubbio la sua invenzione: il cembalo omnicordo. Questo strumento, noto anche come Proteo armonico, rappresenta uno dei più affascinanti esperimenti di organologia del Seicento. Derivato dal precedente archicembalo di Nicola Vicentino, il cembalo di Nigetti era uno strumento a tastiera complesso, progettato per superare i limiti del sistema temperato e permettere l'esecuzione di intervalli microtonali, aprendo nuove possibilità espressive e armoniche.

L'invenzione del cembalo omnicordo testimonia la profonda cultura musicologica di Nigetti e il suo desiderio di unire la pratica esecutiva alla ricerca teorica. Sebbene oggi non ci siano pervenute sue composizioni scritte specificamente per questo strumento, è certo che la sua attività di compositore per organo e altri strumenti a tastiera fu intensa e apprezzata, come dimostra il suo prestigioso incarico trentennale presso la Cattedrale di Santa Maria del Fiore. La sua eredità, dunque, non è solo quella di un musicista, ma anche quella di un brillante e coraggioso innovatore.

Briciole di storia

Tensione al lume di candela, colori densi e protagoniste determinate.
Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne (1623), Olio su tela di Artemisia Gentileschi, Detroit Institute of Arts, Detroit.
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