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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno del periodo del Manierismo, di cui è stato uno dei più importanti esponenti.

Pomponio Nenna, figlio del nobile e letterato Giovanni Battista, fu uno dei più importanti compositori del suo tempo, figura di spicco nella transizione musicale tra il XVI e il XVII secolo. La sua carriera si svolse nei centri musicali più vibranti dell'Italia meridionale, tra Napoli e Roma, dove ebbe modo di frequentare ambienti di grande fermento artistico e culturale. La sua formazione avvenne probabilmente a Bari, sua città natale, dove si presume sia stato allievo di Stefano Felis e sia entrato in contatto con altri musicisti locali di rilievo.

Già nel 1574, ancora molto giovane, vide pubblicate alcune sue villanelle in una raccolta, segno di un talento precoce e già apprezzato. La sua prima grande affermazione arrivò nel 1582 con la pubblicazione del suo primo libro di madrigali a cinque voci, dedicato al duca d'Andria, Fabrizio Pignatelli Carafa. Questo lavoro lo impose all'attenzione del mondo musicale, aprendogli le porte delle corti più raffinate.

Un capitolo fondamentale della sua vita fu il periodo trascorso, tra il 1594 e il 1599, alla corte di Napoli, al servizio del principe di Venosa, il celebre e tormentato compositore Carlo Gesualdo. Questo sodalizio artistico fu di cruciale importanza per entrambi: Nenna influenzò lo stile di Gesualdo, che a sua volta incoraggiò il compositore barese a esplorare le armonie più audaci e le espressioni più intense. Conclusa l'esperienza napoletana, la sua carriera proseguì con successo, fino alla sua morte, avvenuta a Roma nel 1608.

Aneddoto


Al servizio del Principe dei Musici

Per cinque anni, Pomponio Nenna lavorò a Napoli alla corte di Carlo Gesualdo, il "Principe dei Musici". Il loro fu un intenso sodalizio artistico: si ritiene che Nenna non solo abbia insegnato composizione al principe, ma che ne sia stato a sua volta influenzato, in uno scambio reciproco che portò entrambi a esplorare le frontiere più audaci del linguaggio madrigalistico.

Le opere

La produzione di Pomponio Nenna si concentra principalmente sul madrigale, genere nel quale eccelse per la sua straordinaria intensità espressiva e per un uso innovativo dell'armonia. Pubblicò ben otto libri di madrigali a cinque voci, oltre a un libro di madrigali a quattro. Le sue raccolte, date alle stampe tra il 1582 e il 1618 (l'ultimo libro uscì postumo), mostrano un'evoluzione stilistica che lo colloca tra i protagonisti del passaggio dalla polifonia rinascimentale alla sensibilità del nuovo secolo. Il suo stile, caratterizzato da un uso audace delle dissonanze e da una profonda aderenza al testo poetico, lo rende una figura chiave del madrigalismo tardo.

Oltre alla vasta produzione profana, Nenna si dedicò con grande maestria anche alla musica sacra. Di particolare importanza sono i suoi Responsorii di Natale e di Settimana Santa a quattro voci, pubblicati a Napoli nel 1607. Quest'opera, insieme alle Sacrae hebdomadae responsoria (uscite postume a Roma nel 1622), rivela un compositore capace di trasferire la sua intensità drammatica anche nel repertorio liturgico, creando pagine di profonda spiritualità e di grande impatto emotivo, che rappresentano uno dei vertici della musica sacra del suo tempo.

Briciole di storia


Il rogo dei matrimoni proibiti

Nella Roma della Controriforma, un gruppo di undici uomini osò sfidare le leggi della Chiesa e dello Stato, creando, presso la chiesa di San Giovanni a Porta Latina, un circolo segreto dove celebravano veri e propri matrimoni tra persone dello stesso sesso, usando la liturgia ecclesiastica con l'aiuto di alcuni frati. Scoperti, il loro atto fu considerato un'eresia e una profanazione intollerabile. Il processo fu rapido e la condanna esemplare. Il 13 agosto, otto di loro furono impiccati al Ponte Sant'Angelo e i loro corpi dati alle fiamme. La brutale esecuzione pubblica fu un monito terrificante per l'intera città, un segno della spietata repressione contro ogni forma di devianza morale nell'epoca più severa del potere papale in Italia.

Capolavoro della pittura di genere, ritrae un contadino con crudo realismo mentre mangia avidamente fagioli da una ciotola.
Il mangiafagioli (1584), Olio su tela di Annibale Carracci, Galleria Colonna, Roma.
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