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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel cuore del Fin de siècle, un'epoca in cui si intrecciano Verismo, Decadentismo e Simbolismo, la sua lunga carriera matura si svolge in un Novecento segnato dalla rivoluzione del Futurismo e dalle correnti successive.

Nato a Saviano nel 1872, Daniele Napoletano studiò al Conservatorio di San Pietro a Majella di Napoli, dove fu allievo di Paolo Serrao e di Pietro Platania. La formazione ricevuta da due dei maggiori maestri del tempo gli garantì solide basi nel contrappunto e nell’orchestrazione, consentendogli di sviluppare una scrittura personale.

Attivo come compositore sin dagli anni Novanta dell’Ottocento, scrisse brani di musica sacra, pagine sinfoniche e opere teatrali. La sua carriera si svolse soprattutto a Napoli, ma la sua musica venne eseguita anche in altri centri italiani. La sua produzione rispecchia l’ambiente colto partenopeo, aperto tanto alla tradizione quanto alle nuove correnti.

Morì a Napoli nel 1943, lasciando un catalogo di opere che testimonia l’impegno di un musicista dedito alla crescita della vita musicale campana.

Aneddoto


Fedeltà al conservatorio

Rimase sempre legato al Conservatorio napoletano, dove aveva studiato, e fu spesso chiamato a dirigere esecuzioni di studenti e colleghi.

Le opere

Tra le sue opere si ricordano sinfonie, messe e brani cameristici. Compose anche lavori teatrali, oggi poco noti, che furono rappresentati a Napoli nei primi decenni del Novecento. La sua musica sacra comprende messe, mottetti e inni liturgici, eseguiti nelle chiese napoletane.

Briciole di storia

Opera tarda di Verismo sociale che ritrae con crudo realismo la scena del risveglio mattutino in una casa di tolleranza a Firenze.
La toilette del mattino (1898), Olio su tela di Telemaco Signorini, Collezione privata.
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