La vita
Formatosi nel pieno della cultura del Romanticismo verdiano, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui convivono le poetiche del Realismo, del Verismo e la nuova sensibilità del Decadentismo.
Nato a Napoli nel 1837, figlio di Nicola e fratello del pittore Gustavo, Guglielmo ricevette dal padre i primi insegnamenti. A sei anni studiava già pianoforte con Michele Marrano, mostrando precocissime doti di virtuoso. A dieci anni debuttò in pubblico, e a dodici intraprese tournée a Parigi e a Firenze, dove riscosse grande successo. Nel 1858 suonò in Germania e a Londra, ricevendo le lodi di Sigismund Thalberg, che ne apprezzò stile e tocco.
Nel 1863, a Napoli, eseguì per la “Società del Quartetto” un trio di Josef Mayseder con Gaetano Ciandelli e Ferdinando Pinto, presentando anche la sua Fantasia per piano sopra motivi napoletani, accolta con entusiasmo. Partecipò al Circolo Bonamici, fondato da Federico Bonamici, divenendo una figura centrale della vita musicale partenopea.
Parallelamente all’attività di pianista, fu compositore: scrisse romanze, musica sinfonica e soprattutto l’opera Pietro de’ Medici, tragedia lirica in quattro atti su testo di Attilio Pagliara, rimasta manoscritta. Morì a Napoli nel 1916, ricordato come pianista colto e raffinato.
Aneddoto
Lodi da Thalberg
Thalberg, celebre pianista, definì il tocco di Nacciarone «di gusto e di cultura, qualità rare per il suo tempo».Le opere
Compose romanze, sinfonie e musica da camera. Tra i suoi lavori spicca l’opera Pietro de’ Medici, rimasta inedita. La Fantasia per piano sopra motivi napoletani ottenne elogi dalla critica, e le sue composizioni pianistici mostrano affinità con la tradizione virtuosistica europea.
Briciole di storia
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