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COMPOSITORI


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.

Nato tra il 1575 e il 1580 in area veneta, Bartolomeo de Mutiis apparteneva alla famiglia Mozzi, una delle casate legate alla contea di Cesana. Non si hanno notizie sulla sua giovinezza, ma la sua carriera musicale si svolse interamente al servizio degli Asburgo. Nel 1604 è documentato come cappellano e tenore presso Ferdinando d’Asburgo a Graz, e l’anno seguente seguì Costanza d’Asburgo in Polonia in occasione del matrimonio con Sigismondo III.

La sua attività non si limitava alla musica: nel 1609 si interessò a commerci di cereali e carni, chiedendo un lasciapassare. Nel 1611 partecipò alle cerimonie nuziali a Vienna tra Mattia d’Asburgo e Anna del Tirolo. Probabilmente fu elemosiniere di Massimiliano Ernesto d’Asburgo, al quale dedicò le Musiche a una, doi e tre voci, stampate a Venezia nel 1613.

Nel 1615 due suoi mottetti a due voci con basso continuo furono inclusi nel Parnassus musicus Ferdinandaeus, prestigiosa raccolta che comprendeva anche musiche di Claudio Monteverdi. Morì nel novembre 1623, lasciando un ricordo legato all’introduzione del nuovo stile monodico in area austriaca.

Aneddoto


Un autore tra Caccini e Monteverdi

Le Musiche del de Mutiis, con madrigali, arie e duetti accompagnati da chitarrone, ricordano da vicino le Nuove musiche di Giulio Caccini e si collocano nello stesso clima di sperimentazione che ebbe in Monteverdi il massimo interprete.

Le opere

Opere principali: Musiche a una, doi e tre voci per cantare e sonare con chitarroni (Venezia, 1613); due mottetti (Confige timore tuo, Quemadmodum desiderat cervus) inclusi nel Parnassus musicus Ferdinandaeus (1615). Le sue opere rivelano il passaggio dalla polifonia al linguaggio monodico e testimoniano l’influsso italiano nelle corti asburgiche.

Briciole di storia


In prigione per una donna

Ancora giovane ma già noto a Napoli per il suo talento poetico, Giovan Battista Marino si innamorò nel 1598 di una giovane donna, la frequentò e poi cercò di aiutarla a interrompere la gravidanza indesiderata. L'aborto, considerato un crimine gravissimo, fu scoperto e Marino venne arrestato e imprigionato, e riuscì a evitare il peggio solo grazie all'intervento di potenti protettori che ne ammiravano il genio.

Scena drammatica del Vangelo, che mostra le reazioni delle donne alla scoperta del sepolcro vuoto di Cristo.Capolavoro classico naturalistico di Annibale Carracci.
Pie donne al sepolcro (1600), Olio su tela di Annibale Carracci, Museo dell'Ermitage, San Pietroburgo.
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