Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua lunga carriera matura si svolge nel cuore del Romanticismo, incarnando la transizione stilistica di inizio Ottocento.

Nato a Firenze nel 1787, Egisto Mosell fu l’ultimo esponente di una famiglia di origine lorenese attiva nella vita musicale toscana. I fratelli Giorgio, Antonio e Giovanni Felice erano anch’essi musicisti di rilievo, rispettivamente nella Banda della Real Guardia Palatina e nella cappella granducale. Egisto si distinse come oboista e flautista, conquistando un ruolo di primo piano nell’orchestra del Teatro della Pergola sotto la direzione di Alessandro Lanari.

La sua carriera lo portò a ricoprire il prestigioso incarico di Direttore di tutte le bande di S.A.I. il Gran Duca di Toscana, ruolo che gli consentì di influenzare il repertorio bandistico toscano della prima metà dell’Ottocento. Parallelamente si dedicò alla composizione di brani per fiati e di marce celebrative.

La sua fama resta legata soprattutto alla marcia La Leopolda, adottata come marcia d’ordinanza delle Guardie Civiche del Granducato di Toscana, ma Mosell scrisse anche altre opere per banda e per strumenti a fiato. Morì a Firenze nel 1852.

Aneddoto


Una marcia per la città

La Leopolda divenne così popolare da essere riconosciuta come marcia ufficiale delle Guardie Civiche, accompagnando per decenni le cerimonie pubbliche fiorentine.

Le opere

Opere principali: Il paggio di Leicester, ballo in quattro atti su musica di Mosell e Antonio Landini (1817, Firenze); Scelta di musica ridotta in armonia (Firenze, ed. Lorenzi); La Leopolda, marcia d’ordinanza per tutte le bande civiche della Toscana. Le sue composizioni testimoniano l’importanza del repertorio bandistico nella vita civile e musicale fiorentina.

Briciole di storia


L'abate che cambiò i Manzoni (più di quanto si racconti)

Sacerdote giansenista ed esule a Parigi, Eustachio Degola divenne il punto di riferimento di molti italiani. Nell’aprile 1810 iniziò l’istruzione religiosa di Enrichetta Blondel, moglie di Alessandro Manzoni, che abiurò il calvinismo il 22 maggio. A Parigi, l'influsso di Degola, certo su Enrichetta, più indiretto su Alessandro, contribuì a quel clima spirituale che portò poi agli Inni sacri e alla stagione religiosa del Manzoni, sino a I Promessi Sposi.

Capolavoro giovanile di Hayez, questa interpretazione neoclassica del poema di Tasso già rivela la sensualità e il colore del Romanticismo.
Rinaldo e Armida (1812), Olio su tela di Francesco Hayez, Gallerie dell'Accademia, Venezia.
Pubblico dominio (Commons)