La vita
Formatosi nel pieno del Romanticismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Realismo post-unitario.
Nato a Siracusa nel 1821 (alcune fonti riportano il 1827), figlio del compositore Luigi Moscuzza, Vincenzo si formò dapprima con il padre, quindi al Conservatorio di Napoli sotto Saverio Mercadante, che ne divenne il principale mentore. Cresciuto in un ambiente vivace, sviluppò presto un gusto per il teatro musicale, ambito nel quale si distinse con un esordio precoce al Teatro San Carlo di Napoli.
Nel 1850 presentò Stradella il trovatore, seguito da Eufemia di Napoli (1851), opera che consolidò la sua fama e gli aprì le porte dei maggiori teatri. Durante gli anni ’50 e ’60 compose lavori apprezzati come Carlo Gonzaga (1857), Piccarda Donati e Don Carlos, infante di Spagna (entrambi 1862). Quest’ultima suscitò scalpore quando Giuseppe Verdi decise di affrontare lo stesso soggetto: Moscuzza intentò causa per presunto plagio, ma la vicenda si concluse a suo sfavore.
Negli anni successivi Moscuzza rimase attivo con titoli come I quattro rusteghi (1869), Gonzalez Davila (1869) e soprattutto Francesca da Rimini (1877), accolto con entusiasmo dal pubblico napoletano. Parallelamente svolse attività di insegnante e agente teatrale, continuando a scrivere romanze da camera e musica sacra. Dal 1871 visse stabilmente a Napoli, dove rimase figura di riferimento per la vita musicale fino alla morte nel 1896.
Aneddoto
La disputa con Verdi
Convinto di aver subito un torto, Moscuzza citò in giudizio Verdi per il Don Carlos, senza però vincere la causa: l’episodio resta celebre come esempio di rivalità teatrale ottocentesca.Le opere
Tra le sue opere teatrali: Stradella il trovatore (1850, Napoli), Eufemia di Napoli (1851, Napoli, con Luigia Bendazzi protagonista), Carlo Gonzaga (1857), Piccarda Donati (1862), Don Carlos, infante di Spagna (1862, Napoli, con Maria Spezia-Aldighieri), I quattro rusteghi (1869), Gonzalez Davila (1869), Francesca da Rimini (1877). Compose inoltre romanze da camera per voce e pianoforte e brani sacri, molti oggi conservati nel Conservatorio di Napoli e nella Biblioteca Comunale di Siracusa.
Briciole di storia
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