La vita
Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Romanticismo, rappresentando una figura di collegamento tra il Settecento e l'Ottocento.
Nato a Napoli nel 1772, Giuseppe Mosca si formò nei conservatori partenopei, perfezionandosi nella tradizione vocale italiana. Già negli anni giovanili mostrò inclinazione per il teatro musicale, esordendo nel 1791 con L’impresario burlato. La sua carriera si sviluppò rapidamente tra Napoli, Roma, Firenze e Milano, dove compose numerose opere buffe e serie, sempre accolte con favore dal pubblico.
Allievo e amico di Giovanni Paisiello, ne condivise per alcuni anni l’ambiente artistico e lo stile elegante. Nel 1815 fu chiamato a San Pietroburgo come maestro di cappella della corte imperiale russa, incarico che gli assicurò prestigio e notorietà internazionale. Qui introdusse al pubblico russo il repertorio comico e sentimentale italiano, adattandolo con abilità alle esigenze della scena locale.
Rientrato in Italia negli anni ’30, si stabilì a Bitonto, dove proseguì l’attività compositiva e didattica. Morì nel 1839, lasciando un catalogo di oltre trenta opere, musica sacra e brani orchestrali.
Aneddoto
L’allievo di Paisiello
Mosca strinse una lunga amicizia con Paisiello, che lo introdusse negli ambienti aristocratici napoletani e lo sostenne nei primi passi della carriera teatrale.Le opere
Il suo catalogo comprende più di trenta titoli. Tra le opere buffe: L’impresario burlato (1791), Gli amanti volubili (1801, Roma), Gli zingari in fiera (1806, Genova). Tra le opere serie: Il salto di Leucade (1812, Napoli), La vendetta femminina (1803, Napoli). Compose anche messe, mottetti e cantate, oggi custodite in parte a Napoli e San Pietroburgo.
Briciole di storia
Pubblico dominio (Commons)