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COMPOSITORI


La vita

Formatosi in un'epoca di transizione in cui convivono Rococò, Illuminismo e Neoclassicismo, la sua maturità artistica si esprime pienamente nel gusto e nello stile neoclassico di fine Settecento.

Nato a Palermo intorno al 1750, Michele Mortellari studiò a Napoli con Niccolò Piccinni. Debuttò come operista nel 1772 al Teatro della Pergola di Firenze con Didone abbandonata. Negli anni successivi lavorò a Venezia, Modena e Milano, componendo opere sia serie sia giocose. Tra il 1775 e il 1785 mise in musica numerosi libretti comici, in particolare per i teatri veneziani, distinguendosi per freschezza melodica e inventiva scenica.

Tra le opere serie, celebri furono Antigona, Armida abbandonata e Troia distrutta, quest’ultima rappresentata nel 1778 al Teatro alla Scala appena inaugurato. Nel 1785 si trasferì a Londra, dove insegnò canto e scrisse nuove opere per il King’s Theatre, tra cui un pasticcio Didone e la ripresa di Armida abbandonata. Negli anni ’90 viaggiò in Italia e in Russia, dove rimase fino al 1799, raccogliendo successi nelle corti locali. Morì a Londra nel 1807.

La sua musica, elogiata da Charles Burney per eleganza e grazia melodica, è caratterizzata da un uso libero e colorito dei fiati e da ritornelli orchestrali di grande effetto.

Aneddoto


Alla Scala nel 1778

L’opera Troia distrutta fu rappresentata il 1º settembre 1778 al Teatro alla Scala di Milano, inaugurato proprio in quell’anno, dando lustro alla carriera di Mortellari.

Le opere

Mortellari scrisse 22 opere, tra cui: Didone abbandonata (Firenze, 1772), Arsace (Padova, 1775), L’astuzie amorose (Venezia, 1775), Armida (Modena, 1776), Don Salterio Civetta (Venezia, 1776), Antigona (Venezia, 1776), Il barone di Lago Nero (Venezia, 1776), Armida abbandonata (Firenze, 1777), Troia distrutta (Milano, 1778), Il conte di Valmontone (Roma, 1780), Ifigenia in Aulide (Napoli, 1781), Alceste (Roma, 1782), Erifile (Roma, 1783), La Didone (Londra, 1785), Armida abbandonata (ripresa a Londra, 1785). Il catalogo testimonia la sua capacità di spaziare tra tragico e comico con pari efficacia.

Briciole di storia

Una veduta prospettica del Canale di Cannaregio, animata da gondole e figure, con il Ponte delle Guglie in lontananza.
Veduta del Canale di Cannaregio, Venezia (1777), Olio su tela di Francesco Guardi, National Gallery of Art, Washington D.C..
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