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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua carriera matura si svolge nel cuore del Romanticismo, incarnando la transizione stilistica e il gusto Biedermeier di inizio Ottocento.

Nato a Perugia nel 1784, Francesco Morlacchi studiò musica con Giovanni Mazzetti, Luigi Caruso e successivamente con Zingarelli e Niccolò Antonio Zingarelli a Napoli. Ben presto si fece notare come compositore d’opere, debuttando nel 1805 con Il poeta disperato. La sua fama crebbe rapidamente e nel 1810 ottenne la carica di direttore della cappella reale di Dresda, posizione che mantenne per oltre trent’anni.

A Dresda portò in scena numerose opere italiane, contribuendo a diffondere il gusto melodrammatico nella capitale sassone. Compose più di venti opere, tra cui Corradino (1808), La capricciosa pentita (1809), Il barbiere di Siviglia (1816, su libretto di Sterbini), Tebaldo e Isolina (1822) e I Saraceni in Sicilia (1828). La sua musica si caratterizza per il lirismo melodico e per la capacità di conciliare la tradizione italiana con le esigenze del pubblico tedesco.

Accanto all’attività operistica, Morlacchi scrisse messe, cantate e brani sacri. Morì a Innsbruck nel 1841, lasciando un’impronta duratura nella vita musicale europea.

Aneddoto


Un altro Barbiere di Siviglia

Morlacchi compose un Barbiere di Siviglia su libretto di Sterbini prima che Rossini rendesse celebre lo stesso soggetto: un curioso caso di omonimia teatrale.

Le opere

Tra le opere principali: Corradino (Firenze, 1808), La capricciosa pentita (Roma, 1809), Il barbiere di Siviglia (Roma, 1816), Tebaldo e Isolina (Venezia, 1822), I Saraceni in Sicilia (Dresda, 1828). Scrisse inoltre messe, cantate, mottetti e musica per orchestra, diffusi nelle corti tedesche e italiane.

Briciole di storia

Capolavoro giovanile di Hayez, questa interpretazione neoclassica del poema di Tasso già rivela la sensualità e il colore del Romanticismo.
Rinaldo e Armida (1812), Olio su tela di Francesco Hayez, Gallerie dell'Accademia, Venezia.
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