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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente all'interno del periodo del Neoclassicismo.

Nato a Breda di Piave nel 1764 da una famiglia agiata, Niccolò Moretti apprese i primi rudimenti musicali dal padre organista e dall’organo della chiesa locale, costruito da De Bonis e rifatto da Gaetano Callido. Proseguì la formazione a Treviso, probabilmente nel seminario, studiando con Medoro Coghetto e Girolamo Schiavon. Stabilitosi a Treviso, divenne insegnante, organista della chiesa di Sant’Andrea e autore di musica sacra, guadagnandosi apprezzamento tra i fedeli e i musicisti della Marca Trevigiana.

Le sue composizioni, definite dall’abate Crespan come frutto di un “compositore felice, ricco d’immaginazione feconda”, furono concepite per gli organi veneti di Callido, De Lorenzi e Nachini, adattandosi perfettamente alle loro sonorità. Nella scrittura emergono influenze di Mozart, Haydn e del conterraneo Andrea Luchesi, che egli ammirava e di cui trascrisse alcune sonate per organo.

La sua musica continuò a essere eseguita a lungo nelle chiese venete anche dopo la morte, avvenuta a Treviso nel 1821. Nel Novecento fu riscoperto da organisti come Amedeo Aroma e Andrea Marcon, che ne hanno inciso opere contribuendo a rivalutarne l’importanza.

Aneddoto


Una memoria riscoperta

Negli anni ’90 del Novecento la musica di Moretti tornò a essere eseguita grazie al lavoro di organisti e musicologi che ne riportarono alla luce partiture dimenticate.

Le opere

Il catalogo comprende numerose sonate e sinfonie per organo, molte ancora inedite negli archivi veneti. Tra i lavori sacri figurano Tantum Ergo (1805), Credo a tre voci con strumenti a fiato, diversi Gloria concertati e Kyrie per tre voci con corni e organo. Le sue opere sono oggi accessibili grazie a edizioni moderne curate da Amedeo Aroma e Sandro Carnelos.

Briciole di storia

Drammatica veduta notturna di Francesco Guardi, che documenta, in atmosfera vibrante e romantica, un reale incendio divampato a Venezia.
L'incendio al deposito degli oli a San Marcuola (1789), Olio su tela di Francesco Guardi, Gallerie dell'Accademia, Venezia.
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