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COMPOSITORI


La vita

La sua formazione avviene in un'epoca ricca di stimoli, in cui convivono lo stile galante del Rococò e le istanze riformatrici dell'Illuminismo, mentre la sua piena maturità si colloca saldamente nel periodo del Neoclassicismo.

Nato a Vicenza nel 1740, Paolo Morellati studiò dapprima con Andrea Bottelli nella sua città e successivamente, dal 1762 al 1763, a Bologna con padre Giovanni Battista Martini. Con lui approfondì lo studio del contrappunto, lasciando numerosi esercizi e una ricca corrispondenza, oggi fonte preziosa per gli studiosi.

Nell’ottobre 1763 fu ammesso all’Accademia Filarmonica di Bologna e dal 1768 divenne organista della cattedrale di Vicenza, incarico che mantenne per tutta la vita. Parallelamente si affermò come costruttore di strumenti: clavicembali e soprattutto fortepiani, nei quali introdusse innovazioni meccaniche descritte in una lettera pubblicata nel Giornale enciclopedico (1775) e nell’Antologia di Roma (1780).

Il critico Sacchi ricordò come Morellati avesse donato a Farinelli un clavicembalo di sua costruzione, lodandone la qualità eccellente. Rifiutò un’offerta di lavoro a Londra, preferendo rimanere a Vicenza, dove continuò a insegnare e a costruire strumenti in collaborazione con artigiani italiani e stranieri.

La sua produzione musicale, meno rilevante rispetto all’attività organaria, comprende alcune composizioni per tastiera risalenti al periodo di studio con Martini. Morì a Vicenza nel 1807, lasciando due figli musicisti: Pietro, organista, e Stefano, contrabbassista.

Aneddoto


Un dono per Farinelli

Nel 1775 Sacchi scrisse che Farinelli ricevette da Morellati un clavicembalo di straordinaria fattura, segno della fama raggiunta dal costruttore vicentino.

Le opere

Le composizioni superstiti di Morellati, risalenti soprattutto agli anni giovanili, consistono in sonate e brani per tastiera. Molto più rilevante fu invece la sua attività di costruttore di strumenti, con fortepiani innovativi che furono conosciuti anche all’estero.

Briciole di storia

Una veduta luminosa e animata di Piazza San Marco a Venezia, con la Basilica e il Campanile che si stagliano contro un cielo nuvoloso.
Piazza San Marco (1765), Olio su tela di Francesco Guardi, Metropolitan Museum of Art, New York.
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