La vita
Formatasi nel periodo del Realismo, la sua carriera matura si svolge nel complesso clima del Fin de siècle, un'epoca in cui si intrecciano e convivono le poetiche del Verismo, del Decadentismo e del Simbolismo.
Nata a Valeggio, in provincia di Pavia, nel 1859, Vincenza Garelli della Morea – conosciuta anche con lo pseudonimo di Centa della Morea – si formò musicalmente a Torino con Carlo Pedrotti e Giovanni Bolzoni, perfezionandosi poi a Roma con Giovanni Sgambati. La sua carriera si sviluppò parallelamente all’attività di pianista e compositrice, facendosi apprezzare in entrambi gli ambiti.
Sposò il Conte di Cardenas e visse per un periodo a Milano, prima di trasferirsi definitivamente a Roma nel 1888, città nella quale sviluppò la parte più significativa della sua produzione musicale. Qui prese parte alla vita culturale, presentando le proprie opere nei principali teatri e sale da concerto.
Fu una delle poche donne del suo tempo a imporsi come autrice teatrale, riuscendo a far rappresentare diverse commedie e lavori orchestrali. La critica apprezzò in lei la vivacità melodica e l’abilità pianistica, unite a una spiccata sensibilità teatrale. Morì a Roma nel 1924.
Aneddoto
Lo pseudonimo Centa della Morea
Per distinguersi in un ambiente ancora dominato da autori uomini, Vincenza adottò lo pseudonimo Centa della Morea, con il quale firmò alcune delle sue opere più importanti.Le opere
Tra le composizioni principali figurano l’opera Incantesimo (Roma, 1915), la commedia Il viaggio dei Perrichon (Roma, 1916), Le nozze di Leporello (Roma, 1924), La figlia dell’arciere (Milano), Idillio pastorale (Roma) e La ballata d’Arlecchino (Roma). La sua produzione include anche sonate e lavori orchestrali, che testimoniano la sua versatilità e l’interesse per diversi generi musicali.
Briciole di storia
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