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COMPOSITORI


La vita

La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente all'interno del periodo del Neoclassicismo.

Gaetano Monti nacque a Napoli intorno al 1750. La sua precocità si rivelò già nel 1758, quando, appena otto anni, cantò una piccola parte nell’opera Il curioso del suo proprio danno di Niccolò Piccinni. Nel 1775 debuttò come operista a Modena con Adriano in Siria su libretto di Metastasio, mentre l’anno seguente divenne organista straordinario della Cappella del Tesoro del Duomo di Napoli, incarico che mantenne fino al 1788.

Nel 1776 intraprese anche l’attività di impresario teatrale al Teatro San Carlo, contribuendo a portare in scena opere proprie e altrui. Fu autore di diverse opere buffe e intermezzi rappresentati nei maggiori teatri italiani, tra Napoli, Roma, Venezia e altre città. Tra i titoli più noti figurano Le donne vendicate (1781), apprezzata per l’arguzia e la brillantezza, e Lo studente (1783), che riscosse grande successo di pubblico.

Monti operò in un ambiente vivacissimo, accanto a figure come Cimarosa e Paisiello, contribuendo allo sviluppo del teatro comico napoletano. Morì a Napoli intorno al 1816.

Aneddoto


Dalla scena al banco d’organo

Monti fu capace di alternare la carriera teatrale a quella organistica: dirigeva al San Carlo e poi la domenica accompagnava le funzioni al Duomo, sorprendendo per la sua versatilità.

Le opere

Tra le opere principali: Adriano in Siria (Modena, 1775), Il cicisbeo discacciato (Napoli, 1777), La fuga (Napoli, 1777), Il geloso sincerato (Napoli, 1777), La contadina accorta (Roma, 1781), Le donne vendicate (Napoli, 1781), Il Molaforbice (Napoli, 1781), Lo sposalizio per dispetto (Venezia, 1781), La viaggiatrice di bell’umore (Roma, 1782), Lo studente (Napoli, 1783), La donna fedele (Napoli, 1784). Queste opere testimoniano il suo talento nel genere buffo e la capacità di adattarsi a diversi contesti teatrali.

Briciole di storia

Un maestoso arco incornicia un paesaggio lagunare, in un tipico
Arco fantastico con figure umane (1770), Olio su tela di Francesco Guardi, Accademia Carrara, Bergamo.
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