La vita
La sua intera carriera, dalla formazione alla prematura scomparsa, si colloca interamente nella fase fondativa del primo Barocco, di cui è stato un importante esponente e teorico.
Giulio Cesare Monteverdi nacque a Cremona nel 1573 da Baldassarre e Maddalena Zignani, fratello minore di Claudio Monteverdi. Seguì il fratello nella carriera musicale, distinguendosi come organista e compositore. Nel 1600 divenne organista del Duomo di Mantova e nel 1604 entrò stabilmente al servizio dei Gonzaga con la qualifica di musico stipendiato.
A Mantova partecipò alla vita musicale della corte, pubblicando brani come la canzonetta Occhi nidi d’amore (1605). Collaborò con il fratello alla stampa degli Scherzi musicali, inserendovi due composizioni proprie. Nel 1611 presentò l’opera Il rapimento di Proserpina a Casale Monferrato, oggi perduta. Con Claudio fu allontanato dai Gonzaga nel 1612 per motivi ignoti.
Nel 1616 ottenne il posto di organista a Castelleone, con stipendio e alloggio, e nel 1620 pubblicò la sua raccolta più importante, Delli Affetti musici, mottetti a una o più voci con basso continuo. Nel 1622 si trasferì a Salò, dove vinse il concorso per maestro di cappella della cattedrale, rimanendo in carica fino al 1630, anno in cui si spense probabilmente a causa della peste.
La sua musica, pur meno nota di quella del fratello, mostra interesse per il linguaggio concertato e l’uso moderno del basso continuo, con equilibrio tra tradizione contrappuntistica e innovazioni del Seicento.
Aneddoto
L’organo di Castelleone
A Castelleone Monteverdi ebbe a disposizione un organo proveniente dalla cattedrale di Cremona, che però rese inutilizzabile dopo averne accorciato le canne: un episodio che destò scalpore tra i fedeli.Le opere
La sua produzione comprende la raccolta Delli Affetti musici (Venezia, 1620), mottetti e madrigali oggi dispersi e l’opera Il rapimento di Proserpina (1611, perduta). Negli Affetti si coglie il tentativo di fondere il contrappunto tradizionale con le nuove tecniche concertate, alternando brani austeri a pezzi ritmati e vivaci.
Briciole di storia
In prigione per una donna
Ancora giovane ma già noto a Napoli per il suo talento poetico, Giovan Battista Marino si innamorò nel 1598 di una giovane donna, la frequentò e poi cercò di aiutarla a interrompere la gravidanza indesiderata. L'aborto, considerato un crimine gravissimo, fu scoperto e Marino venne arrestato e imprigionato, e riuscì a evitare il peggio solo grazie all'intervento di potenti protettori che ne ammiravano il genio.
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