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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco italiano.

Bartolomeo Montalbano nacque a Bologna intorno al 1595 e si fece frate minore conventuale, abbracciando la vita religiosa senza rinunciare alla sua vocazione musicale. Si formò probabilmente nell’ambiente bolognese vicino alla cappella di San Petronio, dove si sviluppava una vivace tradizione musicale.

Nel 1629 fu nominato maestro di cappella a Bologna presso la chiesa di San Francesco, incarico di prestigio che gli consentì di comporre messe, mottetti e concerti spirituali. Nel 1631 si trasferì a Palermo, dove ricoprì l’incarico di maestro di cappella del Duomo. In Sicilia rimase fino alla morte, avvenuta nel 1651, consolidando la sua reputazione di compositore raffinato e innovativo.

La sua produzione, di cui restano testimonianze a stampa, spazia dai madrigali alla musica sacra concertata, con impiego del basso continuo e soluzioni armoniche moderne che rispecchiano la transizione dal Rinascimento al nuovo linguaggio seicentesco.

Aneddoto


Musica per la devozione e lo spettacolo

Durante gli anni a Palermo Montalbano seppe coniugare lo stile austero delle funzioni religiose con momenti di brillante teatralità, guadagnandosi l’apprezzamento dei fedeli e dei nobili locali.

Le opere

Tra le opere note figurano i Concerti (1629), i Motetti a due, tre e quattro voci con basso continuo, e i Madrigali concertati a cinque voci. Alcune raccolte furono stampate a Venezia e a Palermo, diffondendo la sua musica in tutta la penisola. La sua opera più significativa è la raccolta Concerti ecclesiastici, che testimonia la piena assimilazione delle nuove tecniche concertate.

Briciole di storia


L'amore eterno portato in un feretro

In Persia, Pietro Della Valle si innamorò e sposò nel 1622 una bellissima donna assira di nome Sitti Maani. Il loro fu un amore profondo, ma tragicamente breve, perché la giovane morì durante il viaggio di ritorno verso l'India. Distrutto dal dolore, Pietro si rifiutò di separarsi da lei, fece imbalsamare il corpo della moglie e, per i successivi quattro anni, continuò i suoi viaggi avventurosi attraverso l'Asia portando sempre con sé il feretro dell'amata. Quando finalmente tornò a Roma nel 1626, celebrò un funerale grandioso, degno d'una regina, seppellendo Sitti Maani nella tomba di famiglia nella basilica di Santa Maria in Aracoeli, compiendo così l'ultimo, struggente atto d'amore.

Scena di genere di influenza caravaggesca che raffigura un concerto bacchico, interpretata anche come un'allegoria dei cinque sensi o delle età dell'uomo.
Concerto bacchico (Allegoria dei sensi) (1625), Olio su tela di Pietro Paolini, Dallas Museum of Art, Dallas.
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