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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco italiano.

Nato a Venezia nel 1610, Natale Monferrato fu avviato alla carriera ecclesiastica e divenne sacerdote nel 1634. Ricevette la prima formazione musicale dal fratello Innocente, organista, e successivamente studiò con Alessandro Grandi, perfezionandosi in contrappunto e composizione. Negli anni giovanili ebbe rapporti con Claudio Monteverdi e con Giovanni Rovetta, che lo sostenne nella carriera.

Entrò come cantore nella Cappella Marciana nel 1638 e nel 1647 fu nominato vice maestro da Rovetta. Dal 1642 diresse anche il coro delle fanciulle dell’Ospedale dei Mendicanti, consolidando la sua esperienza come pedagogo e direttore corale. Alla morte di Rovetta nel 1668, la direzione passò a Francesco Cavalli, mentre Monferrato mantenne la vicedirezione. Finalmente, nel 1676, alla morte di Cavalli, vinse il concorso per il ruolo di maestro di cappella, superando concorrenti illustri come Pietro Andrea Ziani e Giovanni Legrenzi.

Durante il suo incarico riorganizzò la Cappella Marciana, privilegiando le esecuzioni a cappella e promuovendo la stampa delle sue composizioni per le liturgie di San Marco. La sua musica, interamente sacra, mostra una ricchezza di invenzione e un uso raffinato delle voci, spesso concertate con strumenti. Negli ultimi anni fu affiancato sempre più spesso da Legrenzi per ragioni di salute. Morì a Venezia nel 1685 e fu sepolto nella chiesa di San Bartolomeo.

Aneddoto


Un concorso combattuto

Nel 1676 Monferrato vinse il concorso per la direzione della Cappella Marciana con un solo voto di scarto, battendo Ziani e Legrenzi, che pure erano tra i maggiori musicisti della loro epoca.

Le opere

Il corpus di Monferrato è esclusivamente sacro. Tra le opere principali: Salmi concertati a cinque, sei e otto voci op. 1 (1647); Salmi a otto voci a due cori op. 2 (1653); Motetti concertati a due e tre voci op. 3 (1655); Motetti a voce sola libri I–III (1655, 1660, 1666); Motetti concertati a due e tre voci op. 7 (1669); Salmi concertati libro II op. 8 (1671); Salmi brevi a otto voci op. 9 (1675); Missae concertatae op. 10 (1676, perdute); Salmi concertati a due voci op. 11 (1676); Salmi a voce sola con violini op. 12 (1677); Missae ad usum cappellarum op. 13 (1677); Salmi concertati a tre e quattro voci op. 16 (1678); Antiphonae unica voce op. 17 (1678); Motetti a due e tre voci libro III op. 18 (1681); Messe et Magnificat op. 19 (1681). Le sue opere vennero ampiamente diffuse grazie alla tipografia marciana e restano testimonianza della grande tradizione veneziana.

Briciole di storia

Monumentale affresco sulla volta del salone di Palazzo Barberini, considerato il manifesto della pittura barocca, che celebra la gloria di papa Urbano VIII e della sua famiglia.
Trionfo della Divina Provvidenza e compimento dei suoi fini sotto il pontificato di Urbano VIII (1632), Affresco di Pietro da Cortona (Pietro Berrettini), Salone del Palazzo Barberini (Gallerie Nazionali di Arte Antica), Roma.
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