La vita
Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Romanticismo, rappresentando una figura di collegamento tra il Settecento e l'Ottocento.
Nato a Torino nel 1762, Luigi Molino si formò come violinista e arpista sotto la guida di Gaetano Pugnani, uno dei maggiori maestri piemontesi dell’epoca. Nel 1798 lo succedette come direttore dell’orchestra del Teatro Regio di Torino, dimostrando una notevole autorevolezza e capacità interpretativa.
Nel 1809 si trasferì a Parigi, dove svolse attività di concertista e insegnante di arpa e violino. Qui pubblicò diverse opere da camera e strinse legami con l’ambiente musicale francese. Tornato a Torino, diresse nel 1823 la prima dell’opera Didone abbandonata di Saverio Mercadante. In quello stesso anno, però, fu colpito da sordità e abbandonò la carriera musicale per dedicarsi ad attività commerciali.
Figura eclettica, fu apprezzato come strumentista, compositore e direttore, e contribuì alla diffusione della musica strumentale italiana in Francia. Morì nella città natale nel 1846.
Aneddoto
La sordità improvvisa
La carriera di Molino ebbe un brusco arresto nel 1823 a causa della sordità, che lo costrinse ad abbandonare la musica nel momento del massimo successo.Le opere
Tra le opere principali: Premier concerto pour la harpe op. 1; Fantaisie pour la harpe op. 10; Grande sonate pour la harpe op. 11; Deux nocturne en trio; Trois duos concertans op. 13; Grande sonate pour harpe op. 14. Compose inoltre la cantata Battaglia di Marengo (Torino, 1801) su testo di Vincenzo Marenco e diverse sonate per clavicembalo o pianoforte con violino, oltre a ariette e serenate cameristiche.
Briciole di storia
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