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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Neoclassicismo, la sua lunga carriera di celebre chitarrista lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Romanticismo.

Nato a Ivrea nel 1768, Francesco Molino iniziò la carriera militare come oboista nella banda reggimentale piemontese, ma ben presto si orientò verso la chitarra, strumento che divenne il centro della sua attività artistica. Trasferitosi a Parigi nei primi anni dell’Ottocento, si affermò come insegnante e virtuoso, ottenendo ampio riconoscimento negli ambienti musicali francesi.

Molino pubblicò numerosi metodi, studi e pezzi didattici per chitarra, contribuendo a formare generazioni di chitarristi. La sua scrittura univa eleganza melodica e chiarezza tecnica, pensata per uno strumento che proprio in quel periodo stava conquistando i salotti europei. Si cimentò anche in composizioni cameristiche con flauto, violino e voce, arricchendo il repertorio chitarristico con lavori di respiro concertistico.

Morì a Parigi nel 1847, lasciando una vasta produzione che ancora oggi costituisce un riferimento per gli studiosi e per gli interpreti della chitarra classica.

Aneddoto


Metodo per dilettanti e professionisti

Il suo metodo per chitarra, concepito sia per principianti sia per virtuosi, ebbe un successo tale da essere ristampato più volte a Parigi e diffuso in tutta Europa.

Le opere

Compose numerosi studi e duetti per chitarra, tra cui Tre duetti concertanti op. 10 e Gran metodo per chitarra. I suoi concerti per chitarra e orchestra, rari nel panorama del tempo, gli assicurarono una posizione di rilievo tra i chitarristi-compositori del XIX secolo. Pubblicò anche raccolte di pezzi da camera e trascrizioni di celebri melodie, che ne facilitarono la popolarità nei salotti parigini.

Briciole di storia

Drammatica veduta notturna di Francesco Guardi, che documenta, in atmosfera vibrante e romantica, un reale incendio divampato a Venezia.
L'incendio al deposito degli oli a San Marcuola (1789), Olio su tela di Francesco Guardi, Gallerie dell'Accademia, Venezia.
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