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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco italiano.

Guglielmo Miniscalchi nacque probabilmente a Venezia intorno al 1590 e intraprese la vita monastica come agostiniano. La sua carriera musicale si svolse soprattutto nell’ambito veneziano, in un periodo di grande fermento artistico. Nel 1616 pubblicò Coelum armonicum seu concentus a una, due e tre voci, opera oggi perduta ma che testimonia l’avvio precoce della sua attività compositiva.

Nel 1622 divenne maestro di cappella della chiesa di Santo Stefano a Venezia, incarico prestigioso che gli consentì di cimentarsi nella musica sacra. Nello stesso anno diede alle stampe il salmo Miserere mei Deus concertato a tre voci con sinfonia, completato da due mottetti a due voci, esempio della sua abilità contrappuntistica.

Parallelamente fu autore di arie profane che ottennero vasta popolarità. Tra il 1625 e il 1630 pubblicò tre libri di Arie per cantarsi nella spinetta, chitarrone e simile istromento, che ebbero successo editoriale grazie al tipografo Bartolomeo Magni detto il Vicenti. Le arie, destinate a un pubblico colto ma anche domestico, rivelano uno stile melodico immediato e piacevole, in linea con il gusto veneziano del tempo. Partecipò anche a raccolte collettive, come il Quarto scherzo delle ariose vaghezze di Carlo Milanuzzi (1624).

Morì intorno al 1657, lasciando una produzione che unisce sacro e profano e che lo colloca tra i compositori rappresentativi della Venezia del primo Seicento.

Aneddoto


Le arie domestiche

Le sue arie erano molto diffuse anche nelle case veneziane, eseguite su spinetta o chitarrone, diventando parte integrante della vita musicale privata.

Le opere

Tra le opere principali: Coelum armonicum seu concentus (1616, perduto); Miserere mei Deus concertato con due mottetti (1622); tre libri di Arie per cantarsi nella spinetta, chitarrone e simile istromento (Venezia, 1625, 1627, 1630). Partecipò anche con due arie al Quarto scherzo delle ariose vaghezze di Carlo Milanuzzi (1624). Le sue composizioni ebbero grande diffusione grazie all’editoria musicale veneziana e contribuirono al successo dell’aria solistica.

Briciole di storia

Paesaggio ideale di stampo classicista, in cui la vicenda di San Giorgio e il drago è inserita in una natura serena e grandiosa.
Paesaggio con san Giorgio e il drago (1610), Olio su tavola di Domenichino, National Gallery, Londra.
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