Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

Formatosi pienamente nello stile del Barocco maturo, la sua carriera si svolge in un'epoca di transizione, raggiungendo la maturità nella fase Tardo Barocca che vede l'affermarsi dei nuovi ideali razionalisti dell'Arcadia.

Nato a Laterza nel 1651 da famiglia aristocratica, Lorenzo Minei si affermò come compositore attivo a Napoli. Figlio di Giovanni Battista Minei da Mineo e di Lucia Gena di Santeramo in Colle, seppe sfruttare il prestigio familiare per avviare una carriera musicale di rilievo. Scrisse cantate e serenate che circolarono tra Napoli e Vienna, in un periodo di grande fioritura della cantata italiana.

Recenti studi hanno riportato alla luce una raccolta di quattro cantate a voce sola con accompagnamento strumentale, dedicate all’imperatore Leopoldo I d’Asburgo, oggi conservata alla SLUB di Dresda. La raccolta, con sinfonie in forma di concerto grosso, fu acquisita intorno al 1689 dal cardinale Pietro Ottoboni, noto mecenate romano. Ciò testimonia il prestigio raggiunto da Minei e i suoi legami con i più alti ambienti culturali europei.

Morì a Laterza nel 1719. La sua figura, rimasta a lungo in ombra, è oggi rivalutata come esempio della diffusione internazionale della cantata italiana tra Seicento e Settecento.

Aneddoto


Una dedica imperiale

Le cantate per Leopoldo I furono segno di un rapporto di committenza prestigioso: il cardinale Ottoboni stesso volle acquisire il manoscritto, riconoscendone il valore.

Le opere

L’opera principale nota di Minei è la raccolta di quattro cantate con sinfonie in forma di concerto grosso, dedicata a Leopoldo I e databile al 1689 circa. Le cantate alternano arie, recitativi e sinfonie strumentali, mostrando una scrittura fluida e al passo con i modelli romani e napoletani. Accanto a questa raccolta, si presume abbia composto altre serenate e musica sacra, oggi non pervenute.

Briciole di storia

della medicina

Ossa a strati

Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.

Soffitto barocco illusionistico con santi in ascesa e reprobi in caduta.
Trionfo del Nome di Gesù (1675), affresco su stucco (soffitto) di Giovanni Battista Gaulli detto il Baciccio, Chiesa del Gesù, Roma.
Pubblico dominio (Commons)