La vita
La sua formazione avviene in un'epoca ricca di stimoli, in cui convivono lo stile galante del Rococò e le istanze riformatrici dell'Illuminismo, mentre la sua piena maturità di celebre cantante si colloca saldamente nel periodo del Neoclassicismo.
Giuseppe Millico nacque a Terlizzi nel 1737 e studiò canto a Napoli, dove sviluppò una voce di soprano di eccezionale estensione e purezza. Ben presto divenne uno dei castrati più richiesti d’Europa, debuttando a Vienna nel 1756 e instaurando un profondo legame con Pietro Metastasio, che lo considerava interprete ideale delle sue poesie musicali.
La sua carriera di cantante lo portò nei principali teatri europei: Vienna, Dresda, Londra e San Pietroburgo. Collaborò con Christoph Willibald Gluck, divenendo uno dei suoi interpreti prediletti e partecipando alla diffusione della riforma gluckiana dell’opera. Parallelamente compose melodrammi e cantate, tra cui La pietà d’amore, che riscosse grande successo a Napoli e a Vienna.
Tornato stabilmente a Napoli, si dedicò all’insegnamento e alla composizione. Fu autore di opere teatrali, cantate e musica sacra, rivelando uno stile che coniugava il gusto metastasiano con un linguaggio melodico chiaro e immediato. Morì a Napoli nel 1802, celebrato come musicista di grande raffinatezza e come voce indimenticabile del suo tempo.
Aneddoto
L’amicizia con Metastasio
Metastasio scrisse per Millico alcune delle sue ultime cantate, dichiarando che nessun altro interprete seppe rendere con tanta intensità il senso dei suoi versi.Le opere
Millico compose diverse opere teatrali, tra cui La pietà d’amore (Napoli, 1769) e Le nozze disturbate, oltre a cantate su testi metastasiani. Le sue musiche furono eseguite a Vienna e a Napoli, con grande apprezzamento per lo stile elegante e per la fusione tra melodia e declamazione. Scrisse anche pagine sacre e oratori, oggi meno noti ma significativi per comprendere la sua sensibilità musicale.
Briciole di storia
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