La vita
Non essendo nota la data di nascita, non è possibile definire il suo periodo di formazione; tuttavia, la sua maturità artistica si colloca pienamente nella prima fase del Barocco.
Nato a Esanatoglia nelle Marche alla fine del Cinquecento, Carlo Milanuzzi fu frate agostiniano e compositore di grande versatilità. Operò soprattutto a Venezia, centro culturale d’avanguardia, dove diede alle stampe numerose raccolte di arie e musica sacra.
Con le sue Ariose vaghezze, pubblicate tra il 1622 e il 1643, contribuì in modo decisivo alla diffusione dell’aria solistica in Italia, con affinità stilistiche a Falconieri. Le sue opere mostrano una commistione di sacro e profano: da un lato messe, salmi e compiete, dall’altro arie di contenuto anche amoroso ed erotico, spesso accompagnate dalla chitarra spagnola.
Buon letterato, scrisse versi e una commedia pastorale. Morì attorno al 1647, poco dopo la pubblicazione della sua ultima opera, una Compieta intiera concertata. Parte della sua produzione è andata perduta, ma resta la testimonianza di un musicista che seppe interpretare lo spirito della sua epoca.
Aneddoto
Arie per chitarra spagnola
Alcune delle sue arie più note furono composte per la chitarra spagnola, strumento allora in voga a Venezia, che contribuì a rendere popolari i suoi brani.Le opere
La sua produzione comprende musica sacra come Sacri rosarum flores (1619), Vespertina psalmodia (1619), Letanie della Beata Vergine (1622), Armonia sacra (1622), Sacra cetra concertata (1625), Messe a 3 concertate (1627), Hortus sacer deliciarum (1636) e Compieta intiera concertata (1647).
Nella musica profana emergono l’Aurea corona de scherzi poetici (1620), nove libri di Ariose vaghezze pubblicati dal 1622 al 1643, e altre raccolte di arie e madrigali. Compose anche arie inserite in antologie collettive, come Anima miseranda nella Ghirlanda sacra (1625). La sua produzione, molto diffusa a Venezia, influenzò altri autori coevi.