La vita
Formatosi nel pieno del Barocco, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la maturità artistica in un'epoca di profonda transizione stilistica, che vede l'affermarsi dei nuovi ideali razionalisti dell'Arcadia.
Pietro Migali nacque a Lecce nel 1635 e trascorse la maggior parte della sua vita nella città natale. Le fonti biografiche sono scarse, ma il suo testamento del 1715 ci fornisce alcuni dettagli. Rimasto orfano del padre Angelo nel 1669, si fece carico della madre e di sette fratelli, assumendo così un ruolo di capo famiglia.
Era chierico, ma non sacerdote né diacono, il che gli consentì di mantenere una rendita e dedicarsi alla musica come professione. Fu maestro di cappella e compositore, riconosciuto dai contemporanei per la competenza musicale e la finezza stilistica. Frequentò la casa di Diego Personè e ricevette un’istruzione completa, che comprendeva non solo la musica e la tastiera, ma anche scherma e arti militari. Le sue composizioni mostrano una forte influenza corelliana, che lascia supporre rapporti con gli ambienti romani.
Migali morì a Lecce nel 1715. È ricordato soprattutto per le sue sonate a tre, opere che uniscono rigore contrappuntistico e varietà espressiva.
Aneddoto
Il testamento rivelatore
Nel suo testamento Migali definì la musica una “lucrosissima professione di Maestro di Cappella e di Compositore”, segno dell’orgoglio per il proprio mestiere.Le opere
La sua opera più importante è l’Op. 1 Sonate a trè, doi Violini, e Violone, ò Arcileuto, col basso per l’Organo, pubblicata a Napoli nel 1696 e dedicata a Carlo Marcelli. La raccolta comprende dodici sonate, ognuna articolata in più movimenti, che mostrano la padronanza contrappuntistica dell’autore e la capacità di fondere la tradizione corelliana con la sensibilità locale. Lo strumentale include violini, basso continuo e organo, secondo la prassi concertante dell’epoca.
Briciole di storia
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