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COMPOSITORI


La vita

Formatosi nel pieno del Romanticismo risorgimentale, la sua lunga carriera lo porta a raggiungere la piena maturità artistica nel periodo del Realismo post-unitario.

Nato a Roma nel 1825, Vincenzo De Michelis si distinse come flautista di grande valore. Fu primo flauto al Teatro Apollo, una delle istituzioni più prestigiose della capitale, e professore all’Accademia di Santa Cecilia. La sua carriera univa competenza tecnica, capacità didattica e vivace spirito innovativo.

Non si limitò all’attività esecutiva: si interessò anche all’evoluzione dello strumento, tentando miglioramenti nella costruzione del flauto. Nel 1874 pubblicò un nuovo metodo che rispecchiava i suoi studi e che includeva esercizi pensati per il nuovo sistema da lui ideato: un flauto a cameratura conica con 13 chiavi e 4 leve. Questo modello fu realizzato dai fratelli Ricchi di Roma e poi messo in produzione da Agostino Rampone, segnando un passo importante nella liuteria italiana.

Come compositore lasciò un vasto catalogo, comprendente opere didattiche, trascrizioni da opere liriche e brani originali per flauto e pianoforte, oltre a pezzi per ensemble cameristici e per banda. Pubblicò 25 studi di perfezionamento e numerose fantasie su temi d’opera, che contribuirono a diffondere in forma strumentale il repertorio teatrale dell’Ottocento.

Morì nella sua città natale nel 1891, lasciando la memoria di un virtuoso e pedagogo che dedicò l’intera vita al suo strumento.

Aneddoto


Il flauto “moderno”

Il suo flauto conico a 13 chiavi fu considerato da molti colleghi una curiosità tecnica, e spesso De Michelis lo presentava durante i concerti per stupire il pubblico.

Le opere

Le opere di De Michelis sono molto numerose. Tra le raccolte didattiche spiccano il Preludio - Monologo - Onnitonico, i 24 esercizi per flauto op. 25 e il Metodo per flauto (op. 89, 1874). La sua produzione per flauto e pianoforte include fantasie e capricci su celebri melodrammi: Un ballo in maschera, La traviata, Don Carlo, Il profeta, Faust, Aida, Roberto il diavolo e molte altre. Compose inoltre valzer, mazurche, polke e trascrizioni di arie d’opera, nonché marce come la Marcia alla bersagliera e Casamicciola!.

Alla musica cameristica appartengono il Divertimento per flauto, violino, violoncello e pianoforte e vari trii e quartetti con fiati. Non mancano romanze da salotto e stornelli, come Addio, La lingua batte dove il dente duole e Un bacio dato non è mai perduto!. Il suo catalogo, in gran parte edito da Ricordi, testimonia una produzione ricchissima e oggi rivalutata dagli studiosi.

Briciole di storia

Nudo biblico idealizzato, con luce calda, velluti e riflessi alla maniera veneta.
Susanna al bagno (1850), Olio su tela di Francesco Hayez, The National Gallery, Londra (sala 45, n. inv. L1009).
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