La vita
Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.
Nato a Bisaccia intorno al 1540, Grammazio Metallo dichiarò nel testamento del 1615 di avere 75 anni e di essere originario di quella città. Figlio di Felice Metallo, intraprese presto attività didattica, insegnando musica a Sant’Angelo dei Lombardi, Vallata, Bisaccia e Napoli, dove ebbe tra gli allievi membri della famiglia Brancaccio. Nel 1571 fu arrestato a Napoli dall’Inquisizione, episodio che ci permette di ricostruire parte della sua biografia.
Nel 1577 dedicò da Bisaccia il Secondo libro de canzoni a tre et a quattro voci con una moresca, stampato a Napoli. Successivamente ricoprì incarichi di maestro di cappella: a Treviso, poi a San Vito al Tagliamento (1581–1583) e, nel 1594, a Bassano del Grappa. In quest’ultima città fu definito “Prè Grammatico Metallo da Parma”, indizio che fosse sacerdote e residente in Emilia.
Tra il 1601 e il 1602 compì un lungo viaggio in Terrasanta, toccando Creta, Alessandria, Damietta, Gerusalemme, Nazareth, Betania e il Cairo, ma fu anche arrestato a Creta da un giudice locale, esperienza da lui descritta come segnata da “ingiustitie et tirannie”. Tornato a Venezia, divenne maestro di cappella della chiesa di San Marcuola, incarico che mantenne fino al 1610. Negli ultimi anni si trasferì a Roma, dove redasse il testamento nel 1615 e morì poco dopo.
Metallo fu un compositore apprezzato: la sua raccolta di Ricercari a due voci per sonare et cantare (1591) ebbe straordinaria diffusione, venendo ristampata fino al 1685 e divenendo manuale didattico fondamentale per generazioni di musicisti italiani.
Aneddoto
Il viaggio in Terrasanta
Durante il pellegrinaggio del 1601–1602 Metallo fu arrestato a Creta, ma dopo la scarcerazione riuscì comunque a raggiungere Gerusalemme e Nazareth, lasciando testimonianza della sua avventurosa esperienza.Le opere
Tra le opere principali figurano il Secondo libro de canzoni a tre et a quattro voci con una moresca (Napoli, 1577) e i Ricercari a due voci per sonare et cantare (1591), che ottennero enorme successo e furono ristampati fino al 1685. Altre raccolte minori, oggi in parte perdute, testimoniano la sua attività di maestro e compositore versatile, attento tanto alla musica sacra quanto a quella profana.
Briciole di storia
Lo scherzo del Gigante
Quando lo scultore Giambologna completò la sua magnifica Fontana del Nettuno a Bologna, le autorità ecclesiastiche, in pieno clima di Controriforma, lo costrinsero a ridurre le dimensioni dei genitali del dio, giudicati troppo scandalosi. L'artista, ufficialmente, obbedì. Ma si prese una rivincita geniale e beffarda. Progettò la statua in modo tale che, osservandola da una specifica mattonella scura sulla piazza, nota oggi come "pietra della vergogna", il pollice della mano sinistra tesa di Nettuno si allinei perfettamente con il pube, creando l'illusione ottica di un fallo eretto. In questo modo, il "Gigante", come lo chiamano i bolognesi, divenne non solo il simbolo della città, ma anche un eterno monumento contro la censura.
Pubblico dominio (Commons)