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COMPOSITORI


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.

Claudio Merlotti, detto Merulo, nacque a Correggio nel 1533. Latinizzò il cognome scegliendo il termine “Merulus” (merlo) e divenne universalmente noto come Claudio Merulo. Le fonti attribuiscono la sua formazione musicale a Girolamo Donati e al madrigalista Tuttovale Menon, attivi nella sua città natale. La sua prima esperienza professionale fu a Brescia, dove nel 1556 ottenne l’incarico di organista del Duomo Vecchio.

Nel 1557 vinse il concorso come secondo organista di San Marco a Venezia, subentrando a Girolamo Parabosco. Nel 1566 fu promosso primo organista, affiancato da Andrea Gabrieli come collega: i due formarono una coppia celebre, attirando musicisti da tutta Europa. Nel 1565 Merulo fondò una tipografia musicale con alcuni soci, stampando anche proprie raccolte, come i Madrigali a 5 voci. La sua fama crebbe rapidamente e lo rese punto di riferimento per organisti e compositori.

A Venezia ebbe rapporti con nobili famiglie e partecipò a eventi solenni: nel 1574, ad esempio, scrisse musica per una tragedia rappresentata in onore del re di Francia Enrico III in visita alla Serenissima. Successivamente lavorò a Parma, dove entrò al servizio della corte dei Farnese e divenne organista del Duomo. Qui compose numerose opere sacre e sviluppò ulteriormente lo stile tastieristico che lo rese celebre.

Morì a Parma nel 1604. La sua eredità musicale è legata soprattutto alle composizioni per organo, in particolare le toccate, che esercitarono grande influenza sugli organisti italiani e tedeschi fino a Frescobaldi e oltre.

Aneddoto


Il “Merulino”

A Parma fu costruito un organo appositamente dedicato a Merulo, soprannominato “Merulino”, che ne esaltava lo stile tastieristico e divenne simbolo della sua arte.

Le opere

Merulo pubblicò due libri di Messe (1568, 1609), numerosi Madrigali a 4, 5 e 6 voci (dal 1559 in poi), mottetti e salmi. La sua musica strumentale comprende due libri di Toccate d’intavolatura d’organo (1598 e 1604), modelli fondamentali della letteratura organistica, oltre a Canzoni d’intavolatura e Ricercari. La chiarezza formale e la libertà espressiva dei suoi brani lo collocano tra i protagonisti assoluti della scuola veneziana.

Briciole di storia


Testa di ferro

Emanuele Filiberto di Savoia, soprannominato "Testa di Ferro", era un duca senza ducato, dato che i suoi territori, Piemonte e Savoia, erano occupati dai francesi da oltre vent'anni. Per riconquistarli, il nobiluomo mise il suo genio militare al servizio del Re di Spagna, Filippo II. Nel 1557, al comando dell'esercito spagnolo in Fiandra, affrontò l'esercito francese nella battaglia di San Quintino, e la sua vittoria fu totale e devastante, una delle più grandi del secolo. Questo trionfo gli servirà due anni dopo, quando fu firmata la pace di Cateau-Cambrésis. Filippo II impose ai francesi che il Ducato di Savoia fosse restituito al suo legittimo proprietario. E fu così che il vittorioso Duca, al comando di un esercito spagnolo, vinta in Francia la battaglia, poté tornare in Piemonte.

Capolavoro della tarda maturità di Tiziano, Il Ratto di Europa raffigura il mito di Europa rapita da Giove, trasformatosi in un toro bianco, entro una scena vorticosa e sensuale.
Il Ratto di Europa (1560), Olio su tela di Tiziano Vecellio, Isabella Stewart Gardner Museum, Boston.
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