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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco, di cui è stato uno dei più importanti e originali esponenti.

Nato a Busseto nel 1594, Tarquinio Merula ricevette una formazione musicale che lo condusse ben presto a Cremona, centro di vivace attività musicale. Nel 1616 fu nominato organista della cattedrale di Cremona, ma nel corso della sua vita intraprese una carriera itinerante che lo portò a lavorare in diverse città italiane ed europee.

Dal 1624 al 1626 fu attivo a Lodi come maestro di cappella, quindi si trasferì a Varsavia alla corte del re Sigismondo III Vasa, dove rimase fino al 1628. Questo periodo polacco fu importante per l’apertura internazionale della sua carriera e gli diede occasione di confrontarsi con gusti musicali diversi. Tornato in Italia, lavorò a Bergamo come maestro di cappella di Santa Maria Maggiore e, dal 1631, come organista a Cremona. Negli anni successivi visse anche a Venezia, Parma e Milano, ricoprendo incarichi prestigiosi.

Il suo stile si distingue per l’audacia e l’inventiva: Merula è considerato tra i primi a sviluppare forme come la sonata da chiesa e la cantata da camera. La sua musica mostra grande varietà: composizioni sacre che spaziano dai mottetti alle messe, opere profane di gusto madrigalistico, brani strumentali che anticipano sviluppi successivi della musica barocca. Seppe combinare rigore contrappuntistico e libertà espressiva, offrendo modelli imitati anche da compositori posteriori.

Morì a Cremona nel 1665, lasciando un’eredità fondamentale nella storia della musica italiana del Seicento, ricordato come uno degli innovatori più originali del suo tempo.

Aneddoto


Musica e accuse

Nel 1638 Merula fu temporaneamente sospeso dall’incarico a Cremona per accuse di cattiva condotta, ma venne presto reintegrato: un episodio che mostra la sua personalità vivace e talvolta discussa.

Le opere

Tra le opere sacre si ricordano Curenti studentium (1626), Cantica sacra (1638), Messe e salmi (1640). Nella musica profana pubblicò raccolte di madrigali e canzonette. La sua produzione strumentale comprende canzoni e sonate come le Canzoni overo sonate concertate per chiesa e camera (1637), considerate tra le prime testimonianze del genere.

Particolarmente importante la raccolta Suavissimae sonatae (1637), in cui Merula sperimenta soluzioni innovative per violino e basso continuo. La varietà delle sue opere, sacre e profane, vocali e strumentali, ne fa uno dei più poliedrici musicisti del XVII secolo.

Briciole di storia

Grande tela mitologica che raffigura Diana e le sue ninfe in una gara di tiro con l'arco, capolavoro del classicismo seicentesco.
Caccia di Diana (1616), Olio su tela di Domenichino, Galleria Borghese, Roma.
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