La vita
La sua formazione si colloca nel cuore del Fin de siècle, un'epoca in cui si intrecciano Verismo, Decadentismo e Simbolismo, mentre la sua lunga carriera matura si svolge in un Novecento segnato dalla rivoluzione del Futurismo e dalle correnti successive.
Nato a Verona nel 1880 da Giuseppe Menegazzoli, fabbricante di pianoforti e importante commerciante di musica, Luigi crebbe in un ambiente impregnato d’arte e cultura musicale. Abbandonati gli studi classici, frequentò il Liceo musicale “Martini” di Bologna, diretto da Marco Enrico Bossi, dove studiò con Vincenzo Ferroni e si diplomò in composizione.
All’inizio si dedicò all’opera lirica: la prima prova, Incantesimi, non andò in scena a causa della morte del librettista Enrico Golisciani. Il debutto avvenne con La giavanese, rappresentata con successo al Politeama Genovese nel 1914, diretta da Giuseppe Baroni e interpretata da Aureliano Pertile e Luisa Gariboldi. La consacrazione giunse con Fiordi, atto unico su libretto di Giovanni Cenzato, presentato al Teatro Municipale di Sanremo nel 1938 e replicato a Duisburg nel 1941 sotto la direzione di Heinrich Hollreiser.
Menegazzoli affrontò anche la censura fascista: l’opera Annadea, su libretto di Carlo Zangarini, fu bloccata per riferimenti all’amicizia italo-francese, che non si conciliavano con la politica del regime. Parallelamente sviluppò un’intensa produzione sacra, soprattutto negli anni Venti trascorsi a Monaco di Baviera, dove scrisse tre messe molto apprezzate dalla critica. Pubblicò diversi lavori con le Edizioni Carrara di Bergamo e con le edizioni Musica Sacra di Milano.
Negli anni Trenta e Quaranta si dedicò anche ai poemi sinfonici: San Francesco (1930) fu diretto da Bernardino Molinari all’Augusteo di Roma con grande successo; Nel silenzio d’una sera (1937) venne eseguito da Mario Rossi; L’aurora fu più volte trasmessa dall’EIAR e da Radio Monte Ceneri. Compose inoltre operette, come Biancaneve (1937), e quartetti d’archi. Morì a Milano nel 1970, dopo una carriera lunga e articolata.
Aneddoto
L’opera che non si fece
La censura fascista impedì la rappresentazione di Annadea, ma Menegazzoli non volle modificare il libretto: un gesto che testimoniò il suo carattere fermo e indipendente.Le opere
Il catalogo delle opere di Menegazzoli è ampio. Tra le opere liriche: Incantesimo (1910), La giavanese (1919), Annadea (1930), Fiordi (1938). Tra i poemi sinfonici: Preludio sinfonico (1906), Polifemo e Galatea (1908), Sogno di una notte di primavera (1924), San Francesco (1930), Nel silenzio d’una sera (1937), Danze sinfoniche (1940), L’aurora (1936), Poema fantastico (1955), Richiamo passionale (1966). Compose inoltre messe come la Missa brevis (1918), la Missa pacis (1919), una Messa da requiem (1921), un Requiem orchestrale (1922) e una Messa solenne (1924). Nel repertorio leggero figura l’operetta Biancaneve (1937) e vari quartetti d’archi, tra cui il Quartetto classico (1952), eseguito a Lonato nel 2015.
Briciole di storia
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