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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco italiano.

Giovanni Battista Mele nacque a Napoli nel 1625 e si affermò come figura poliedrica, attiva sia nel campo letterario che in quello musicale. Poeta di talento, si dedicò alla scrittura di libretti d’opera e di testi poetico-musicali che furono messi in musica da diversi compositori del suo tempo. Parallelamente compose egli stesso cantate e brani vocali, contribuendo alla fioritura del repertorio profano nella Napoli del Seicento.

Le sue cantate, caratterizzate da un linguaggio raffinato e da una profonda attenzione alla parola poetica, rispecchiano il gusto barocco per l’espressività e il virtuosismo vocale. Come librettista, Mele collaborò con importanti musicisti e i suoi testi furono accolti con favore nelle accademie letterarie e musicali napoletane.

Morì prematuramente nel 1664, lasciando un corpus di lavori che testimoniano la sua duplice vocazione di poeta e musicista, e che lo collocano tra i protagonisti della vita culturale napoletana del XVII secolo.

Aneddoto


Il poeta dei salotti napoletani

Si narra che Mele fosse spesso invitato nei salotti nobiliari di Napoli per recitare versi e presentare nuove cantate, conquistando l’uditorio con l’eleganza dello stile.

Le opere

Le sue opere comprendono numerose cantate a voce sola e con strumenti, oltre a testi per melodrammi rappresentati nei teatri napoletani. I suoi libretti furono musicati da compositori coevi e contribuirono a definire i caratteri del dramma musicale barocco. Alcuni testi, conservati in raccolte poetiche, mostrano la sua abilità nel coniugare pathos drammatico e lirismo.

Briciole di storia

Strumenti, partiture e oggetti preziosi in equilibrio sopra un tavolo.
Natura morta con strumenti musicali, libri e scultura (1650), Olio su tela di Evaristo Baschenis, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.
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