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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco italiano.

Jacopo Melani nacque a Pistoia nel 1623, primogenito di una famiglia di otto fratelli, tra cui Atto e Alessandro, anch’essi musicisti di spicco. Ricevette una formazione musicale completa e dal 1645 fu organista e poi maestro di cappella nella cattedrale di San Zeno della sua città.

Parallelamente avviò la carriera teatrale: nel 1644 si esibì a Parigi alla corte reale, e nel 1647 interpretò la parte di Giove nell’Orfeo di Luigi Rossi al Palais-Royal, al fianco del fratello Atto e di Marc’Antonio Pasqualini. Ordinato sacerdote, continuò a unire attività religiosa e musicale, lavorando anche con le accademie fiorentine.

Compose un gran numero di opere, specialmente comiche, tra cui La Tancia (1657), Il pazzo per forza (1658), Il vecchio burlato (1659), La serva mobile (1660). Nel 1661 presentò l’opera seria Ercole in Tebe, eseguita al Teatro della Pergola in occasione del matrimonio del principe Cosimo III de’ Medici. Successivamente mise in scena drammi come Il girello (1668, Palazzo Colonna, Roma), Il ritorno di Ulisse (1669, Palazzo Medici Riccardi, Firenze), Enea in Italia (1670, Firenze) e Tacere et amare (1674).

Le sue musiche furono acquistate dal granduca di Toscana e dai padri della Congregazione del Chiodo di Pistoia. Alla sua morte, avvenuta nel 1676, lasciò un patrimonio musicale che segnò la transizione dal madrigale alla moderna opera teatrale.

Aneddoto


Un’opera per le nozze medicee

Nel 1661 Melani compose Ercole in Tebe per celebrare il matrimonio di Cosimo III de’ Medici con Margherita Luisa d’Orléans: un evento che fece convergere a Firenze musicisti e cantanti da tutta Europa.

Le opere

Il catalogo delle opere di Melani è ricco: tra le più note La Tancia (Firenze, 1657), Il pazzo per forza (Firenze, 1658), Il vecchio burlato (Firenze, 1659), La serva mobile (Firenze, 1660), Ercole in Tebe (Firenze, 1661), Il girello (Roma, 1668), Il ritorno di Ulisse (Firenze, 1669), Enea in Italia (Firenze, 1670), Tacere et amare (Firenze, 1674). Queste opere, rappresentate a Firenze, Roma e altre città, mostrano la versatilità del compositore e il suo ruolo di ponte tra tradizione e innovazione teatrale.

Briciole di storia

Strumenti, partiture e oggetti preziosi in equilibrio sopra un tavolo.
Natura morta con strumenti musicali, libri e scultura (1650), Olio su tela di Evaristo Baschenis, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.
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