Salta al contenuto
COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola artistica, dal periodo formativo alla piena maturità, si svolge coerentemente all'interno dell'Arcadia, di cui è stata una delle prime esponenti femminili.

Nata a Pavia nel 1661, Bianca Maria Meda entrò giovanissima nel monastero benedettino della sua città. Come molte religiose del tempo, ricevette una solida formazione musicale che le permise di distinguersi come compositrice, un ruolo non comune per le donne del Seicento. La sua figura si inserisce nella tradizione delle monache musiciste lombarde, capaci di dare contributi significativi alla musica sacra.

Nel 1691 pubblicò a Milano la raccolta Mottetti sacri a una, due, tre e quattro voci con strumenti, opera che ne attesta il talento e la sensibilità artistica. In questi mottetti si avverte la fusione tra contrappunto severo e gusto melodico, con attenzione al testo sacro e alla sua intelligibilità.

Meda rimase a Pavia fino alla morte, avvenuta nel 1700. La sua produzione musicale, benché limitata nelle fonti sopravvissute, la colloca tra le poche donne compositrici italiane del Seicento ad aver visto le proprie opere stampate e diffuse.

Aneddoto


Una voce femminile nella musica sacra

La pubblicazione dei Mottetti sacri a Milano nel 1691 fu un evento raro per una monaca compositrice: segno della stima che godeva anche fuori dal convento.

Le opere

La principale opera di Bianca Maria Meda è la raccolta Mottetti sacri (Milano, 1691), che comprende brani per una o più voci con accompagnamento strumentale. Questa pubblicazione la pone accanto a figure come Isabella Leonarda, rappresentando una delle testimonianze più preziose del contributo femminile alla musica sacra italiana del XVII secolo.

Briciole di storia

della medicina

Ossa a strati

Con l’Anatome ossium Domenico Gagliardi descrisse per primo la struttura lamellare delle ossa. L’opera ebbe fortuna europea e fu ristampata a Leida nel 1723.

Capolavoro assoluto dell'illusionismo barocco, questo vertiginoso affresco sfonda la volta della chiesa per mostrare la gloria di Sant'Ignazio in cielo.
Trionfo (o Apoteosi) di Sant'Ignazio (1691), affresco di Andrea Pozzo, Chiesa di Sant'Ignazio di Loyola, Roma.
Pubblico dominio (Commons)