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COMPOSITORI


La vita

La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco, di cui è stato un originale e virtuoso esponente.

Giovanni Antonio Pandolfi Mealli nacque a Montepulciano nel 1624. Poco si conosce dei suoi primi anni, ma già a metà Seicento lo troviamo a Innsbruck come musicista alla corte degli Asburgo, dove rimase fino al 1660. Successivamente si trasferì a Messina, dove fu apprezzato come maestro di violino e primo strumentista della città.

A Messina la sua carriera subì una svolta drammatica: accusato di omicidio, dovette fuggire improvvisamente, abbandonando l’incarico e cercando rifugio altrove. Nel 1678 si stabilì a Madrid, dove entrò al servizio della cappella reale come violinista, integrandosi nella vita musicale spagnola fino alla morte avvenuta intorno al 1687.

La sua figura rimane avvolta dal mistero, ma la sua musica testimonia una spiccata personalità. Le sue sonate, che intrecciano danze come sarabande e correnti con passaggi virtuosistici e sperimentali, rivelano un autore originale e raffinato, degno di essere annoverato tra i protagonisti della scuola violinistica italiana del Seicento.

Aneddoto


La fuga da Messina

La leggenda vuole che Pandolfi Mealli sia fuggito da Messina travestito, portando con sé solo il violino, strumento che gli assicurò la sopravvivenza nelle nuove terre.

Le opere

Tra le sue opere figurano le Sonate cioè Balletti, Sarabande, Correnti, Passacagli, Capriccetti & una Trombetta... (1669), dette anche “sonate messinesi”, e le Sonate per violino op. 3 e op. 4 (1660). Questi lavori, di notevole originalità, mostrano un uso creativo delle forme di danza e un virtuosismo violinistico che influenzò le generazioni successive.

Briciole di storia

Strumenti, partiture e oggetti preziosi in equilibrio sopra un tavolo.
Natura morta con strumenti musicali, libri e scultura (1650), Olio su tela di Evaristo Baschenis, Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam.
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