La vita
La sua formazione si colloca nel pieno delle avanguardie storiche, in un'epoca in cui convivono Decadentismo, Simbolismo e Futurismo, mentre la sua lunga carriera matura si svolge in un Novecento segnato dalle correnti successive.
Benedetto Mazzacurati nacque a Napoli nel 1898 e studiò a Bologna con Francesco Serato, diplomandosi nel 1915. Giovanissimo intraprese la carriera concertistica e fu presto primo violoncello dell’Orchestra del Teatro Regio di Torino. Dal 1932 al 1951 ricoprì lo stesso ruolo nell’orchestra dell’EIAR-Rai, diventando punto di riferimento per la sezione archi.
Parallelamente svolse un’intensa attività didattica al Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, dove insegnò violoncello e musica d’insieme tra il 1926 e il 1953. Successivamente fu docente al Conservatorio di Bologna, città in cui si distinse anche per l’impegno organizzativo come presidente dell’Accademia Filarmonica. A Bologna fu promotore di numerose iniziative musicali che consolidarono il ruolo della città come centro di vita culturale.
Mazzacurati fu membro di celebri complessi, come i “Virtuosi di Roma” e il “Doppio Quintetto” di Torino, oltre che del Quartetto dell’EIAR. Con Remy Prìncipe e Nino Rossi fondò il “Trio Italiano”, apprezzato anche all’estero. La sua carriera concertistica, intensa e prestigiosa, si protrasse fino al 1982.
Compose pagine originali come la Burlesca e il Canto nostalgico per violoncello e pianoforte, nonché trascrizioni di studi violinistici di Kreutzer e Fiorillo. Il suo nome è ricordato soprattutto per il concorso internazionale di violoncello di Torino che porta la sua dedica, promosso dal Conservatorio Giuseppe Verdi in suo onore.
Aneddoto
Un concorso in memoria
Dopo la sua morte, il Conservatorio di Torino istituì un concorso internazionale di violoncello a lui intitolato, che continua a celebrare la sua eredità artistica.Le opere
Fra le composizioni di Mazzacurati spiccano la Burlesca e il Canto nostalgico per violoncello e pianoforte, brani che mettono in risalto la cantabilità e la tecnica dello strumento. Realizzò inoltre trascrizioni di studi violinistici per adattarli al violoncello, contribuendo al repertorio didattico. La sua attività creativa, pur non vastissima, riflette la profonda conoscenza dello strumento e la volontà di ampliare la letteratura per il violoncello.
Briciole di storia
La madre che scelse il figlio di tutti
Per onorare i 650.000 soldati italiani caduti senza nome nella Grande Guerra, il Parlamento decise di tumulare un Milite Ignoto presso l'Altare della Patria a Roma. Venne formata così una commissione che scelse undici salme non identificate dai principali teatri di guerra. Le bare identiche furono allineate nella Basilica di Aquileia. La scelta fu affidata a Maria Bergamas, madre di un sottotenente disperso. Il 28 ottobre 1921, passando davanti alle bare, la donna si accasciò al suolo in un grido di dolore davanti al decimo feretro, designandolo come il prescelto. La bara viaggiò da lì a Roma su un treno speciale che procedette a passo d'uomo, salutato lungo tutto il percorso da una folla immensa e commossa. Il 4 novembre 1921, il Milite Ignoto divenne simbolo del sacrificio dell'intera nazione italiana.
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