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COMPOSITORI


La vita

Figura di cerniera tra due epoche, la sua formazione si compie nel pieno della cultura del Manierismo tardo-cinquecentesco, mentre la sua maturità artistica si esprime compiutamente nella prima fase del Barocco.

Napoletano, nato intorno al 1565, Ascanio Mayone fu allievo di Giovanni de Macque e si impose presto come uno dei più talentuosi organisti e compositori della sua epoca. Nel 1593 ottenne il posto di organista presso la Santissima Annunziata, istituzione religiosa e musicale di grande prestigio nella capitale partenopea.

Nel 1602 divenne organista della cappella reale, incarico che lo mise in contatto con le più alte sfere della corte vicereale spagnola. Nel 1621 fu nominato maestro di cappella della Santissima Annunziata, coronando una carriera che lo aveva visto al centro della vita musicale di Napoli.

La sua produzione comprende madrigali e soprattutto due volumi di musica per strumenti a tastiera, i Capricci per sonar (1603 e 1609), che contengono toccate, canzoni, variazioni e trascrizioni di brani vocali. Queste opere testimoniano l’evoluzione dallo stile rinascimentale verso nuove forme espressive, con una scrittura che anticipa elementi del linguaggio barocco.

Mayone fu figura fondamentale della scuola napoletana, punto di riferimento per generazioni di musicisti che ne continuarono la lezione. Morì a Napoli nel 1627, lasciando un’eredità che influenzò profondamente lo sviluppo della musica per tastiera in Italia ed Europa.

Aneddoto


Un maestro innovatore

Si racconta che gli allievi restassero affascinati nel vedere Mayone improvvisare alla tastiera, trasformando temi popolari in complesse variazioni ricche di invenzione.

Le opere

Oltre ai madrigali, le opere principali di Mayone sono i due volumi dei Capricci per sonar (1603 e 1609). Qui l’autore sperimentò toccate e variazioni che segnarono un passaggio decisivo verso lo stile moderno della tastiera. Le sue composizioni furono ampiamente diffuse e influenzarono autori successivi, diventando modelli per la scuola organistica napoletana.

Briciole di storia

Un paesaggio fluviale animato da barche e figure, immerso in una luce dorata, che preannuncia il paesaggio ideale del Seicento.
Paesaggio fluviale (1590), Olio su tela di Annibale Carracci, National Gallery of Art, Washington.
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