La vita
La sua intera parabola creativa, dalla formazione alla piena maturità, si svolge coerentemente ed esclusivamente all'interno del periodo del Barocco italiano.
Andrea Mattioli nacque a Faenza nel 1611 e già a sedici anni entrò come cantore nel capitolo della cattedrale. Ordinato sacerdote, continuò a coltivare la musica con successo. Nel 1642 ottenne la nomina a maestro di cappella del Duomo di Imola, avviando una carriera che lo portò a ricoprire incarichi di prestigio.
Nel 1650 fu chiamato a Ferrara come maestro di cappella dell’Accademia dello Spirito Santo, sotto la protezione del marchese Cornelio II Bentivoglio, che gli garantì non solo uno stipendio, ma anche il beneficio di terre e rendite parrocchiali. Tuttavia, nel 1654 sorsero contrasti economici con i Bentivoglio che lo costrinsero a lasciare Ferrara.
Grazie alla raccomandazione del vescovo Carlo Pio di Savoia, Mattioli si trasferì nel 1656 a Mantova, dove entrò al servizio dei Gonzaga come maestro di cappella. Qui rimase fino alla morte, componendo opere sacre e teatrali che furono eseguite in contesti solenni e alla presenza di personalità di spicco come Cristina di Svezia.
La sua produzione musicale spazia da messe e salmi concertati a drammi per musica, dimostrando abilità nel coniugare stile sacro e profano. Morì a Mantova nel 1679, dopo oltre vent’anni al servizio dei Gonzaga.
Aneddoto
Un pubblico illustre
La sua opera Oritia fu rappresentata a Ferrara nel 1655 alla presenza della regina Cristina di Svezia, grande amante delle arti, che apprezzò la sua musica.Le opere
Fra le opere sacre si ricordano Compieta a quattro voci (1639), Hinni sacri concertati (1646), la Messa da requiem per il marchese Guido Villa (1649), le Messe e salmi concertati (1653), la Missa Petropolitana (1670), i Salmi a otto voci dedicati a Cosimo III de’ Medici (1671) e l’Harmonia sacra (1675).
Compose inoltre numerosi drammi per musica: Il Ciro, La palma d’amore (Ferrara, 1650), Il ratto di Cefalo (Ferrara, 1650), L’esiglio d’Amore (1651, con Filiberto Laurenzi), Gli sforzi del desiderio (1652), L’Antiopa (1655), Oritia (1655), Didone (Bologna, 1656), L’Artabano (Mantova, 1662), La Filli di Tracia (Ferrara, 1664), Il Perseo (Venezia, 1665). Questi lavori testimoniano la sua presenza nei maggiori teatri e corti dell’Italia settentrionale.
Briciole di storia
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